23 marzo 2017
Aggiornato 01:00
Intervista esclusiva per il Diario Motori

Beltramo intervista Pernat: «Test massacranti e con il meteo sfavorevole»

Il veterano dei manager della MotoGP ci parla della giornata di oggi in Qatar, difficile da interpretare sia per i piloti che per gli osservatori: «Trovare le giuste condizioni per provare sta diventando sempre di più un problema»

DOHA – Nonostante ci si trovi nel deserto, nei test di oggi della MotoGP non sono mancati il vento, l'umidità e anche qualche goccia di pioggia, che hanno reso il circuito scivoloso e impegnativo da interpretare e i risultati poco significativi: «Il problema è trovare dei posti caldi – spiega il veterano dei manager Carlo Pernat, procuratore di Andrea Iannone, al nostro Paolo Beltramo – Io avevo lanciato l'idea di anticipare questi test in Qatar, ma sarebbe stato un errore, perché qui a febbraio fa freddo, quindi non avremmo avuto l'idea giusta per la gara». Al netto dello sviluppo tecnico, dunque, le prove invernali rischiano di essere un esercizio sempre meno rilevante: «È stata aggiunta l'Australia per motivi di gomme, ma lì il tempo non va nemmeno guardato, perché le condizioni sono completamente diverse da quelle che si incontrano in gara. Inoltre durante queste tre prove c'è un massacro di voli, e questo secondo me non è giusto. Io attaccherei di più la Malesia e l'Australia, per esempio, perché sia i piloti che i tecnici si stancano a girare. E sarebbe anche un risparmio per le case. Credo che sia una forzatura». Una situazione molto diversa da quella di un tempo: «La MotoGP è molto cresciuta – prosegue Pernat – Ai vecchi tempi si andava a provare a gennaio e a febbraio a Jerez, sulla terra rossa, faceva caldissimo e si stava già con le maniche corte. Adesso il clima è cambiato completamente, a gennaio non si può più girare perché le moto hanno bisogno di caldo». In compenso in questi anni è cresciuto il gradimento per la pista di Losail che ospita l'inaugurazione della stagione: «Qui sulle tribune del circuito si presentano al massimo settemila spettatori, ma da casa la gara in notturna è molto bella. È una corsa virtuale, ma alla fine è un Gran Premio che piace».