23 maggio 2017
Aggiornato 09:00
Non c'è pace per i cari della leggenda della Formula 1

Ricatto alla famiglia di Michael Schumacher: «Datemi 900 mila euro o morirà suo figlio Mick»

Lo squallido tentativo criminale di uno sciacallo è fortunatamente finito male: il 25enne decoratore tedesco Huseyin B. aveva inserito nella email minacciosa inviata alla moglie del campione, Corinna, anche gli estremi del suo conto corrente personale. Così la polizia lo ha beccato

Michael Schumacher (© Ferrari)

ROMA – Lo squallore degli sciacalli non si ferma davanti a niente: nemmeno davanti al dolore della famiglia di Michael Schumacher, la leggenda della Formula 1 la cui vita è stata devastata dal tragico incidente sugli sci del 2013. Come se non bastassero le tremende prove a cui i suoi cari sono stati sottoposti dal destino, ci si è messo anche un certo Huseyin B. (del cognome è stata resa nota solo l'iniziale, sulla base delle leggi sulla privacy tedesche), un 25enne decoratore che ha tentato di ricattare la moglie Corinna pretendendo il pagamento di 900 mila euro e minacciando, in caso contrario, l'omicidio del figlio Mick. «Se non riceverò entro il 31 marzo questa piccola donazione – si legge nella email, tanto amatoriale quanto agghiacciante, che fu inviata alla signora Schumi nel febbraio dello scorso anno – il tuo bambino sarà ammazzato, in un modo o nell'altro. In Formula 4 avvengono molti incidenti». La F4 era proprio il campionato in cui il piccolo Mick, allora 14enne, correva seguendo le orme del suo mitico padre. La moglie della bandiera della Ferrari denunciò immediatamente il crimine alle autorità svizzere, dove la coppia ha la residenza. E alla polizia non servì una lunga ed accurata indagine per rintracciare il delinquente: all'interno del messaggio aveva anche inserito gli estremi del suo conto bancario personale. «Per metterla in modo elegante, includere il tuo numero di conto corrente non è molto intelligente», gli ha fatto notare il giudice Eberhard Hausch. Il cittadino tedesco ha confessato, ma non ha saputo spiegare in udienza davanti al tribunale i motivi per i quali ha inviato questa email minacciosa. Secondo gli inquirenti, il decoratore avrebbe pianificato di ripetere un simile meccanismo criminale anche ai danni di Erich Sixt, il 72enne re delle auto in affitto. A Huseyin B. è stata comminata una pena di un anno e nove mesi di carcere, sospesa con la condizionale, di cinquanta ore di servizi sociali, l'obbligo di frequentare una psicoterapia e una multa di 4.500 euro.