24 maggio 2017
Aggiornato 23:30
Una statistica di buon auspicio?

Lo dicono i numeri: la Ferrari di Sebastian Vettel come quella di Michael Schumacher

L'attuale portacolori della Rossa è riuscito a conquistare cinque podi consecutivi nelle prime cinque gare della stagione 2017. Un risultato che a Maranello non arrivava dai tempi di Kaiser Schumi: era il 2004 e al termine di quella stagione conquistò il suo ultimo Mondiale

Michael Schumacher sul podio nel 2004 e Sebastian Vettel nel 2017 (© Ferrari)

ROMA – Se non siete ancora convinti che la Ferrari di oggi è tornata al livello dei suoi tempi d'oro, c'è un numero che taglia la testa al toro: il cinque. Sebastian Vettel ha conquistato cinque podi consecutivi in altrettante gare in questo inizio di stagione 2017. L'ultima volta in cui la Rossa riuscì a centrare questo risultato era l'anno 2004, la macchina era la straordinaria F2004 e il pilota si chiamava Michael Schumacher. Una statistica che i tifosi si augurano sia di buon auspicio: al termine di quella stagione, infatti, Kaiser Schumi conquistò il quinto e ultimo titolo iridato con il Cavallino rampante (il settimo della sua carriera). Certo, era un'altra epoca e contro di lui il fuoriclasse tedesco non aveva un avversario temibile come l'odierna Mercedes: tanto che quei cinque podi consecutivi alla partenza del Mondiale furono cinque vittorie. Ma c'è un altro precedente che sembrerebbe far ben sperare il suo connazionale e successore a Maranello, Sebastian Vettel. Una sola volta, prima di quest'anno, era infatti riuscito a iniziare un campionato con cinque podi: era il 2011 e nell'autunno successivo, puntualmente, si aggiudicò il Mondiale. I cinque podi di Vettel e i cinque di Schumacher. Il quinto titolo con la Ferrari di Michael e il quinto in carriera di cui proprio quest'anno va a caccia Sebastian. È proprio il cinque il numero fortunato di questa Scuderia e del suo leader. Il numero, non a caso, che porta stampato sul muso della sua Gina, la sua monoposto SF70H.

I record che insegue Hamilton
Dal punto di vista della numerologia, invece, il suo avversario nella corsa al titolo, Lewis Hamilton, ha ben altri obiettivi. Nella classifica di tutti i tempi delle pole position, ad esempio, con il miglior tempo conquistato in qualifica a Barcellona si è portato a quota 64, una sola di distanza dal suo idolo Ayrton Senna: il sorpasso potrebbe essere alla portata già nel prossimo Gran Premio a Montecarlo (guarda caso, proprio la pista più amata dalla leggenda brasiliana), ma vista la superiorità della Freccia d'argento sul giro secco, chissà che non cada anche il primato di Michael Schumacher, con le sue 68 pole. Inoltre, grazie al trionfo in Spagna, completato dalla pole e dal giro più veloce, Hamilton ha centrato per la dodicesima volta in carriera il cosiddetto «hat trick», lasciandosi alle spalle in questa speciale graduatoria il suo storico connazionale Jim Clark. Anche qui, solitario al vertice, c'è però Schumi, con ventidue. Ma il numero che più lo ossessiona, in questo momento, è senza dubbio il sei: tanti sono i punti che lo separano dalla leadership iridata, ancora in mano a Sebastian Vettel (104 a 98). In teoria, gli basterebbe una vittoria per strappargliela: «Ma non penso ad essere davanti dopo il GP di Montecarlo – ha scherzato – Semmai, voglio esserlo dopo l'ultima prova ad Abu Dhabi!». Sebastian Vettel permettendo, naturalmente.