24 maggio 2017
Aggiornato 23:30
Un effetto domino nel Mondiale

Vettel in Mercedes? Ricciardo (o Alonso) in Ferrari? Impazza il mercato piloti

A fine stagione scadranno contemporaneamente i contratti di molti campioni e si libereranno i sedili dei principali top team. Così si è scatenata la tempesta perfetta in Formula 1, in cui nessuno scenario sembra più davvero impossibile. Al centro, come al solito, c'è la Rossa

Daniel Ricciardo e Sebastian Vettel sul podio del Gran Premio di Spagna (© Red Bull)

ROMA – È fissata a fine 2018 l'ora X della Formula 1: quella in cui scadranno, contemporaneamente, i contratti di entrambi i portacolori della Ferrari (Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen), di uno dei due della Mercedes (Valtteri Bottas) e anche di un campione riconosciuto come Fernando Alonso. Una coincidenza di date che ha scatenato la tempesta perfetta nel cascomercato. Con tanti sedili disponibili nelle scuderie più ambite del Mondiale e con tanti piloti di alto profilo attualmente svincolati, tutti gli scenari sembrano al momento possibili: i top team potrebbero decidere di confermare i loro assetti attuali, come anche di innescare un affascinante effetto domino. La cui tesserina più ambita, inevitabilmente, è quella dell'attuale capolista, Sebastian Vettel.

Un tedesco per i tedeschi
Certo, la rinascita della Ferrari ha fatto riesplodere l'amore tra il quattro volte campione e la Scuderia. Eppure Seb è corteggiato spudoratamente anche dai rivali delle Frecce d'argento. Che, per quest'anno, rimasti spiazzati dal ritiro inaspettato dell'iridato in carica Nico Rosberg, si sono dovuti accontentare di una soluzione di ripiego come Bottas, ma ingaggiandolo per una sola stagione. Il loro obiettivo a lungo termine, infatti, è quello di sostituire un tedesco vincente come Rosberg con un altro tedesco vincente. «Se fossi nella Mercedes e potessi avere il miglior pilota tedesco, prenderei lui», ha giurato senza mezzi termini l'ex pilota, oggi opinionista per Sky Germania, Marc Surer. E un giornalista italiano ben informato come Leo Turrini ha rivelato che lo stesso presidente Niki Lauda ha confidato ad alcuni amici di aver già firmato un pre-contratto con Vettel. Il diretto interessato, a microfoni accesi, smentisce seccamente: «Non ha senso, mi manda ai matti – ha risposto Lauda al quotidiano sportivo spagnolo Marca – La Ferrari è competitiva e ha i soldi, perché se ne dovrebbe andare?». Una posizione sostenuta anche dal team principal Toto Wolff: «Sono tutte voci di mercato, al momento siamo felici di Valtteri e Lewis e il nostro obiettivo è mantenere lo status quo». Non si può escludere che queste indiscrezioni siano state fatte circolare ad arte proprio dalla Mercedes per destabilizzare la Ferrari, però fanno riflettere le parole sibilline con cui giovedì scorso lo stesso Vettel ha commentato la questione: «Per la prima volta da qualche anno sono nella situazione in cui non so cosa succederà l'anno prossimo, ma non sono preoccupato. Mi concentro su questo momento e sul miglioramento della nostra macchina per lottare contro la Mercedes». Una risposta che non conferma, ma nemmeno smentisce.

Due possibili sostituti
E se, alla fine, il fuoriclasse teutonico decidesse davvero di lasciare Maranello? A quel punto la Rossa si ritroverebbe con ben due sedili liberi, dando per scontato che il vecchio Kimi Raikkonen, a 38 anni suonati, sia ormai pronto per appendere definitivamente il casco al chiodo. Non a caso, la lista di nomi che i vertici del Cavallino rampante stanno seguendo e inseguendo negli ultimi mesi si allunga di giorno in giorno. In pole position sembra esserci Daniel Ricciardo, reduce dal suo primo podio della stagione proprio a Barcellona: veloce, simpatico ai tifosi e agli sponsor, di origini italiane e soprattutto sempre più insofferente in una Red Bull che fa aperti favoritismi verso il suo baby compagno di squadra Max Verstappen. Anche se il presidente Dietrich Mateschitz lo blinda: «Entrambi i nostri piloti sono confermati per la prossima stagione – ha dichiarato alla rivista specializzata austriaca Speedweek – Del resto, dove dovrebbero andare? Non ci sono posti liberi né in Mercedes, né in Ferrari». Un'evidente bugia, come abbiamo visto. E poi c'è la scheggia impazzita Fernando Alonso, che non ne può più di languire nelle retrovie con una McLaren zavorrata dal disastroso motore Honda ed è alla disperata ricerca di una macchina più competitiva. Tanto da non escludere nemmeno un clamoroso ritorno di fiamma con quella Ferrari che aveva lasciato, sbattendo la porta, solo tre anni fa.