24 maggio 2017
Aggiornato 23:30
I più forti della loro generazione allo scontro diretto

Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, i due migliori nemici della Formula 1

In pista, ieri a Barcellona, per la prima volta se le sono date di santa ragione. Fuori, non ci sarà amicizia vera, ma grande rispetto tra due campioni di razza che riconoscono il rispettivo valore, quello sì. La domanda, semmai, è: quanto durerà prima che esploda un litigio?

Lewis Hamilton con la mano sulla spalla di Sebastian Vettel (© Mercedes)

BARCELLONA – Nemmeno le prime sportellate, che si sono dati di santa ragione nel Gran Premio di Spagna, sono bastate ad incrinare il rapporto tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Un rapporto fatto di aspra rivalità, certo, ma anche di grande rispetto reciproco, come può essere quello che provano tra di loro i due più grandi campioni della loro epoca, che quest'anno si ritrovano per la prima volta della loro carriera in lotta diretta per il titolo mondiale: «In comune abbiamo una grande passione: amiamo le corse – ha spiegato il ferrarista, uscito sconfitto ma con onore dalla gara di Barcellona – Fuori dalla pista non siamo i migliori amici, ma non ho nemmeno problemi con lui, lo conosco da lungo tempo. Abbiamo un carattere molto diverso, ma questo non conta e non deve contare». A dimostrare la grande sportività reciproca dei duellanti per il campionato c'è anche il fatto che, nonostante i diversi incroci pericolosi di cui sono stati protagonisti nella tappa catalana, dopo la bandiera a scacchi non è scoppiata alcuna polemica. Al contrario, i due avversari si sono fatti i complimenti a vicenda: «Non volevo che vincesse lui, volevo vincere io, perciò non sono totalmente contento – ha ammesso il pilota tedesco – ma allo stesso tempo non ho nulla di cui lamentarmi perché mi ha superato in pista, lui ha guidato meglio e la Mercedes ha fatto un lavoro di squadra migliore. Ho grande rispetto quando gli avversari disputano delle belle gare».

Nessuna nostalgia di Rosberg
Lo stesso stato d'animo che manifesta l'anglo-caraibico, che dal canto suo sembra quasi aver tirato un sospiro di sollievo ora che il suo principale antagonista non se lo ritrova più nello stesso box, come accadeva fino all'anno scorso con Nico Rosberg: «È grandioso battagliare con un altro team, è molto più divertente perché non c'è tensione all'interno della nostra squadra – spiega Hamilton – Nell'ultima gara, quando ha vinto Valtteri Bottas, onestamente io non potevo essere più contento, non c'è stato un briciolo di sentimento di invidia nel mio cuore. Penso davvero che abbia svolto un buon lavoro ed è raro che tra compagni di squadra ci si senta così. Valtteri ricopre il suo ruolo in modo grandioso e insieme, come squadra, lottiamo contro un team avversario. Lo abbiamo fatto anche a Barcellona: nonostante la sfortuna del suo guasto meccanico, ha comunque giocato un ruolo importante in gara. Questa è una sensazione completamente diversa. La vittoria nasce dallo sforzo di tutta la squadra ed è l'obiettivo ultimo della squadra». Il loro scontro, con ogni probabilità, si risolverà solo all'ultima gara. Ma entrambi sanno già fin d'ora che un Mondiale vinto contro un oppositore di questo calibro non potrà che valere doppio. Il dubbio, semmai, è un altro: quanto durerà questo atteggiamento cavalleresco, prima che i duelli accesi in pista facciano esplodere un litigio anche fuori?

La difesa ruota a ruota di Vettel su Hamilton alla prima curva dopo il pit stop

La difesa ruota a ruota di Vettel su Hamilton alla prima curva dopo il pit stop (© Pirelli)