29 aprile 2017
Aggiornato 05:30
La Yamaha cerca il successo numero 500

Marquez favorito? «No, non sono pronto». E Vinales e Valentino Rossi ridono...

Nonostante sia imbattuto ad Austin, Marc smorza le aspettative: «Con questa Honda non posso ancora prendermi rischi». Maverick convinto del suo potenziale, ma anche il Dottore insegue la vittoria: «Me la merito»

Marc Marquez, Valentino Rossi e Maverick Vinales in conferenza stampa ad Austin (© Michelin)

AUSTIN – Con le sue quattro vittorie consecutive (e altrettante pole position) su quattro gare disputate, qui ad Austin, sulla carta, il favorito d'obbligo sarebbe Marc Marquez. Sarebbe, però, perché è lo stesso campione in carica ad ammettere che la sua Honda non ha ancora raggiunto il livello che vorrebbe: «Siamo costretti a prenderci dei rischi nel punto che non possiamo controllare, la staccata – spiega a nome di tutti i piloti della casa giapponese – Per questo siamo caduti così tante volte in questo inizio di stagione. In Argentina ho provato a rischiare, perché mi sentivo davvero bene, in grado di vincere la gara. Ma ho visto che non siamo pronti al 100%. Le sensazioni sono forti ma non posso ancora prendermi questi rischi, devo applicare ancora di più la mentalità del 2016». Ovvero, tornare a correre con la testa, più che con il cuore. Amministrare le sue risorse, invece di andare sempre all'attacco: «Da un circuito all'altro, dal Qatar all'Argentina in questo caso, abbiamo cambiato molte cose – prosegue – E quando modifichi l'assetto cerchi sempre il miglior tempo sul giro, ma non è facile ritrovare il limite. La Honda sta lavorando molto sodo e penso che ci arriveremo presto. Nel pre-campionato siamo andati molto forte, ma durante i test avevamo a disposizione molte ore per mettere a posto la moto. Nei weekend di gara è diverso, ma ci siamo molto vicini. In Argentina sono caduto, ma quando ero in testa alla gara. Questa è la cosa più importante».

Vinales sulla cresta dell'onda
Parole, quelle di Magic Marc, che sembrano aprire la porta al terzo trionfo consecutivo del suo grande rivale Maverick Vinales: «Di sicuro le sue quattro vittorie di fila qui in America sono impressionanti, ma sappiamo di avere raggiunto un buon livello ora – afferma il capolista iridato – La Yamaha funziona alla grande e se daremo il massimo sappiamo di poter lottare per la vittoria. Abbiamo migliorato molto la moto rispetto all'anno scorso e quindi siamo fiduciosi di poter fare un gran risultato anche qui». Ai timori di Marquez, insomma, Top Gun risponde manifestando estrema fiducia nei suoi mezzi: «Per me questa è una buona pista, che si adatta bene al mio stile di guida e dove sono sempre andato molto forte. In più la Yamaha è molto forte in accelerazione e penso che possiamo fare un gran risultato. Ma dobbiamo lavorare sodo e gli ultimi dieci giri della gara saranno davvero importante. L'anno scorso fu un disastro con le gomme nel finale, perciò dobbiamo lavorare in quell'area e in particolare essere molto precisi. Dobbiamo trovare un buon passo». L'inerzia di questo inizio di Mondiale è tutta a suo favore: «Abbiamo corso in due piste molto diverse, ma la moto ha funzionato molto bene in entrambe e io mi sono sentito molto forte. Abbiamo tenuto sempre il controllo e anche qui cercherò di spingere con intelligenza. Sarà importante ottenere il massimo di punti possibili ma anche non commettere errori. È solo la terza gara della stagione, ma sono più concentrato, mi alleno di più e penso sempre a come andare più forte. So di potercela fare».

I due piloti della Yamaha, Rossi e Vinales, parlano con i giornalisti

I due piloti della Yamaha, Rossi e Vinales, parlano con i giornalisti (© Michelin)

Vale in crescita
Ma in lizza per il gradino più alto del podio c'è anche il suo compagno di squadra, Valentino Rossi, che seppur in rimonta nelle prime due gare ha dimostrato di poter stare con i migliori. E se, tra i due proverbiali litiganti, fosse proprio il terzo a godere? «Noi della Yamaha siamo in forma, veniamo da due doppi podi – racconta il Dottore – E già lo scorso anno, se non fossi caduto, potevo giocarmela. Ma ogni gara fa storia a sé: dopo il Qatar pensavo di essere più veloce da subito, invece anche in Argentina ho faticato troppo nelle libere. Vedremo se qui quello che abbiamo imparato ci aiuterà. Sono più fiducioso, ho capito un po' di cose sulla moto e quindi il mio primo obiettivo è essere competitivo fin dalle libere». E poi, in ballo c'è la vittoria numero 500 nella storia della Yamaha: «È un gran bel numero e penso di essere quello che se la meriterebbe di più. Bisogna solo vedere se Maverick è d'accordo...».