29 aprile 2017
Aggiornato 05:30
Il team torna a casa dal Gran Premio d'Argentina con una doppietta

Che Yamaha! Vinales «da sogno», Valentino Rossi «meglio dello scorso anno»

Maverick firma un inizio di stagione perfetto: due vittorie in due GP, come alla casa dei Diapason non si vedeva dai tempi di Wayne Rainey. Il Dottore mette a segno un'altra rimonta ed è secondo, in gara e in campionato

Maverick Vinales e Valentino Rossi sul podio in Argentina (© Michelin)

TERMAS DE RIO HONDO – I paragoni si sprecano, e sono pesanti. Maverick Vinales vince i primi due Gran Premi consecutivi della stagione, come non capitava alla Yamaha dal 1990, l'anno di Wayne Rainey. Insomma, a soli 22 anni e con appena un paio di gare all'attivo in un top team, Top Gun ha già dimostrato di possedere il Dna del campione di razza: «Sto vivendo un sogno, è incredibile». Pur essendo stato in entrambi i casi il più veloce fin dalle prove libere, sia in Qatar che in Argentina lo spagnolo è stato costretto alla rimonta: «E stavolta è stata difficile, molto difficile – racconta – In griglia ero sesto e sono partito abbastanza bene. Ho trovato il modo di superare un paio di piloti e mi sono ritrovato dietro a Crutchlow, che ho fatto fatica a passare perché in staccata è molto bravo. Quando ci sono riuscito ho pensato 'Devo riprendere Marc', che stava andando fortissimo. Ho spinto al 100%, cercando di tenere lo stesso passo del warm up». E a quel punto è stato lo stesso Marquez ad aprirgli la strada del successo, cadendo alla curva 2. «E dire che pensavo che vincere qui a Termas fosse quasi impossibile, perché su questa pista sono sempre stato sfortunato, sono caduto due volte in tre anni – sorride Vinales – Ma questo è un buon momento, quando riesco a guidare come voglio sono molto veloce e mi diverto. Tagliare il traguardo è stata una sensazione incredibile. Devo continuare così, a lavorare sodo, perché so di avere una buona moto, ma posso ancora migliorare».

Vale ancora sul podio
Sorprende, in un certo senso, questo inizio di stagione perfetto di Maverick. Ma sorprende ancor di più, viste le premesse, che il primo dei suoi inseguitori in campionato sia il suo compagno di squadra Valentino Rossi. Anche oggi il Dottore è infatti riuscito a riscattarsi in gara salendo di nuovo sul podio, al secondo posto, completando la doppietta Yamaha. «Non è una magia, io lavoro così – ride sornione il fenomeno di Tavullia – Molti sparano il giro veloce nelle prove, io penso alla gara, procedo passo dopo passo. È una questione di messa a punto: mi piace capire di cosa ho bisogno, trovare le giuste traiettorie, anche se ci metto più tempo. Dalla classifica, infatti, sembrava fossi più lontano rispetto al Qatar, invece lì ho fatto più fatica, qui avevo un passo costante, ho guidato meglio ed ero più in forma. In realtà pensavo di cominciare meglio questo weekend, di essere subito tra i primi cinque o sei. Ma, se devo sceiere un giorno per essere veloce, preferisco la domenica...». E anche questa domenica, in effetti, il nove volte iridato è andato velocissimo: ha rapidamente risalito la china fino a piazzare la zampata che gli è valsa la piazza d'onore su Cal Crutchlow, dopo averlo studiato a lungo e accuratamente, al diciannovesimo giro: «Dalle prove sapevo che avrei dovuto lottare con lui, ma seguendolo ho capito che ne avevo di più. Maverick, invece, era più forte, non lo avrei ripreso nemmeno se avessi passato Cal prima». Dopo una terza e una seconda posizione, ormai alla vittoria manca poco: «Dovete chiedere a Maverick... – scherza – Lui ha fatto un inverno perfetto ed è stato perfetto anche nelle prime due gare. Io, invece, ho vissuto un pre-campionato disastroso, ma nel corso della mia lunga carriera ho capito che non bisogna mai mollare. Alla fine ho più punti dello scorso anno, e ho corso due gare migliori». Gli avversari sono avvisati. Anche Vinales.

Rossi davanti a Cal Crutchlow in gara a Termas de Rio Hondo

Rossi davanti a Cal Crutchlow in gara a Termas de Rio Hondo (© Michelin)