28 marzo 2017
Aggiornato 00:00
I piloti italiani mancano sulla griglia di partenza dal Mondiale 2011

Antonio Giovinazzi promette: «Presto mi vedrete correre in Formula 1»

La nomina a terzo pilota della Ferrari è solo il primo passo per il talentino 23enne di Martina Franca. «Il mio obiettivo è correre nei Gran Premi e voglio riuscirci il prima possibile», dichiara. Sarà lui il successore di Trulli e Liuzzi?

Antonio Giovinazzi ai test pre-campionato di Barcellona (© Sauber)

ROMA – Un piccolo passo per un uomo, un grande salto per l'automobilismo italiano. La presenza di Antonio Giovinazzi in questa stagione di Formula 1 (anche se non da pilota ufficiale), in un certo senso, riannoda un filo che per i nostri portacolori nelle quattro ruote si era spezzato nell'ormai lontano 2011, quando terminarono contemporaneamente la loro carriera nel Mondiale sia Jarno Trulli che Tonio Liuzzi. Da allora la bandiera tricolore non si è mai più vista sulla griglia di partenza di un Gran Premio. In questo senso, è da apprezzare la scelta della Ferrari di dare una chance al 23enne di Martina Franca, vicecampione in carica della GP2, la serie B della F1.

Il talentino pugliese sarà terzo pilota della Scuderia, con licenza di provare anche altre macchine motorizzate dal Cavallino rampante, come la Sauber che ha guidato nei test pre-campionato in assenza dell'infortunato titolare Pascal Wehrlein. Un'ottima chance per Bon Giovi di fare esperienza e chilometri al volante. E, poi, si vedrà. È lui stesso ad accogliere con positività questa sua nomina, non solo a livello personale ma anche per tutto il movimento del motorismo nostrano: «Penso che i piloti italiani ci manchino nel Mondiale – ha dichiarato – Ma questo è già un piccolo passo. Ora sono terzo pilota e ho disputato i test ufficiali di Formula 1. È un ottimo punto di partenza, da qui in poi dovrò solo continuare a lavorare molto sodo. Ovviamente l'obiettivo di ogni pilota è correre in F1. So che la situazione è molto difficile in Italia ma sì, farò tutto ciò che potrò per raggiungere il mio obiettivo il prima possibile». E chissà che presto non vedremo proprio Antonio Giovinazzi schierarsi al via di una gara. Magari proprio nell'abitacolo di una macchina rossa.