26 aprile 2017
Aggiornato 23:30
Un ex al servizio di un pilota di oggi

Luca Cadalora, il dottore del Dottore: «Come sto aiutando Valentino Rossi»

Il due volte campione del mondo è l'uomo in più del cerchio magico del fenomeno di Tavullia: lo guarda girare a lato della pista e gli dà i suoi consigli esperti e competenti. Di cui quest'anno sembra avere più bisogno che mai

Valentino Rossi a colloquio con Luca Cadalora e Uccio (© Michelin)

ROMA – Sarà Luca Cadalora l'uomo in grado di curare un Valentino Rossi che oggi appare ammalato, più in crisi che mai? È possibile. Di certo, per ora, c'è solo la diagnosi del Dottore: la nuova Yamaha va forte, ma a differenza del suo nuovo compagno di squadra Maverick Vinales, Rossi non sembra ancora riuscito a metterla a punto come vuole lui, specialmente nell'ingresso di curva. E perfino il suo esperto e affiatato gruppo di tecnici, capitanato da Silvano Galbusera, ha azzeccato qualche esperimento, ma nel corso di tutti i test pre-campionato non è ancora parso trovare fino in fondo il bandolo della matassa: «Su Vale non abbiamo dubbi – ha confessato il capotecnico brianzolo nella video-intervista con il nostro Paolo BeltramoI dubbi vengono a noi perché non eravamo ancora riusciti a rispondere alle sue richieste».

Un sogno che si avvera
Laddove non sono arrivati gli ingegneri, però, potrebbe arrivare un pilota. Non uno qualunque, peraltro, ma un due volte campione del mondo (in classe 125 e 250) come Luca Cadalora. La collaborazione tra il 53enne ex e il numero 46 è iniziata anch'essa come un esperimento, nel febbraio 2016, ma ha funzionato così bene che dopo qualche giorno il modenese ha iniziato a indossare il cappello da coach ed è entrato a far parte a tutti gli effetti del cerchio magico di Rossi. A spiegare il suo ruolo è lui stesso: «Mi piace molto questo lavoro, perché mi mette in mezzo all'azione come se stessi ancora correndo – ha raccontato al sito specializzato internazionale Motorsport – Di solito parliamo e ci scambiamo opinioni, io partecipo a tutti i briefing tecnici e anche questo mi aiuta. Valentino non ha bisogno che gli spieghi cosa deve fare, io mi limito a offrirgli il mio punto di vista. Poi è lui a gestire tutte le informazioni e a decidere se utilizzarle o meno. Quando correvo, per me questo era un sogno impossibile: guardarmi girare dall'esterno. Ed è esattamente quello che faccio oggi per Rossi».

Rossi apprezza
Luca si piazza nelle stradine di servizio dei circuiti, osserva le moto che girano, studia, consiglia. E, pur ponendosi sempre con la giusta modestia che ha chiunque si trovi al cospetto di un nove volte iridato, i suoi sembrano essere consigli molto azzeccati, stando alle parole dello stesso Vale: «I risultati del lavoro con Luca sono stati molto positivi, sia dal punto di vista umano che da quello strettamente professionale – ha confermato – All'inizio è stato un azzardo, volevo provare, poi mi sono reso conto che è molto importante avere alle spalle una persona della sua esperienza». Nell'«inverno più difficile da quando corro con la Yamaha», come lo ha definito lo stesso fenomeno di Tavullia, le indicazioni attente e competenti di un grande campione del passato possono rivelarsi più utili e importanti che mai. Forse addirittura fondamentali, per ritrovare la strada che lo porta alla vittoria.