29 aprile 2017
Aggiornato 15:30
Formula 1

La nuova Ferrari preoccupa pure la Red Bull: «Vettel ci ha provocato»

I Bibitari, l'anno passato seconda forza del Mondiale, sono i primi avversari della Rossa, secondo quanto ha detto Sergio Marchionne. E, dopo i test di Barcellona, hanno accusato il colpo: «Al momento il Cavallino rampante è davanti»

Kimi Raikkonen nella corsia dei box di Barcellona (© Ferrari)

ROMALo ha messo in chiaro lo stesso presidente Sergio Marchionne, fedele alla sua nuova politica di pochi proclami e tanto lavoro: «Avevamo solo due obiettivi nei test di Barcellona: avere una macchina affidabile ed essere competitivi con la Red Bull». Missione compiuta, verrebbe da dire, visto che da un lato la SF70H ha percorso l'equivalente di oltre quattordici Gran Premi in otto giorni senza nessuna rottura significativa e dall'altro i Bibitari sono stati letteralmente spazzati via. Non solo, infatti, la Lattina è riuscita a percorrere molti meno chilometri della Rossa (3184 contro 4445), per colpa di problemi di affidabilità, ma nella simulazione di Gran Premio che nel penultimo giorno Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo hanno compiuto nello stesso momento, il Cavallino rampante ha prevalso di un minuto in totale, ovvero quasi un secondo al giro.

Marko è preoccupato
Ce n'è abbastanza, insomma, per iniziare a far tremare il team che solo un anno fa è riuscita a rimontare e poi superare la Scuderia, fino a imporsi come seconda forza del Mondiale. «La Ferrari è molto forte – ammette il plenipotenziario della Red Bull, Helmut Marko, ai microfoni della televisione austriaca Servus tv – Sono preoccupato perché conosco Sebastian piuttosto bene e, quando ha abortito i suoi migliori giri rallentando sul rettilineo principale parecchie volte, ha voluto provocare. Lo hanno notato tutti. Uno che si comporta così ha una grossa fiducia in se stesso e nella sua conoscenza delle qualità della vettura. Sa di avere ancora molto in serbo nella macchina». È vero, insomma, che i tempi dei test vanno sempre interpretati, ma secondo il boss della squadra austriaca, la sua rivale di Maranello, pur essendo andata così forte, non ha ancora mostrato tutto il suo autentico potenziale: «Nessuno ha ancora messo sul tavolo tutte le sue vere carte. Se hai nel serbatoio 10 kg in più di benzina, perdi circa tre decimi e mezzo. Inoltre, le mappature del motore possono cambiare. Questo può farti guadagnare o meno fino a un secondo. Molti aspetti sono stati mantenuti all'oscuro. Ma se il primo Gran Premio si correrà con lo stesso tipo di temperature che abbiamo avuto nei test, allora la Ferrari sarà sicuramente davanti». Concorda con lui anche il suo pilota Daniel Ricciardo: «In effetti la Ferrari è andata forte dal primo giorno al Montmelò – ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport – Mi ha colpito un po’ tutto, velocità, passo, affidabilità. Sembra riuscire a sfruttare le gomme al meglio. E inoltre so che Vettel, quando ha una buona macchina, diventa ancora più forte. Mi auguro che si confermi a Melbourne, perché è un bene che qualcuno possa contrastare le Mercedes. Noi arriveremo, abbiamo solo bisogno di trovare un pizzico di velocità. Sarebbe fantastico se vi fossero tre squadre a lottare al via del Mondiale».

Mercedes raggiungibile
Stando alle parole di Helmut Marko, dunque, nemmeno la Mercedes, campione in carica e dunque favorita d'obbligo, sembra più così imbattibile: «I test hanno dimostrato che Valtteri Bottas non riesce ad uguagliare il livello di Lewis Hamilton. La Mercedes ha ancora un vantaggio, ma non monopolizzerà più la prima e la seconda posizione: altri piloti si inseriranno in mezzo a loro». Quanto alla stessa Red Bull, sta correndo ai ripari: «Abbiamo avuto alcuni brutti guasti – conclude Marko – In realtà sono stati tutti dello stesso tipo, perciò non siamo riusciti a fare tutti i progressi che avremmo voluto. Normalmente i team portano nuove parti in Australia, che hanno anche un aspetto diverso. Per quanto ci riguarda, posso solo dire che i nostri colori sicuramente saranno gli stessi!».