23 marzo 2017
Aggiornato 01:00
Test pre-stagionali della F1 positivi per il Cavallino rampante

Ferrari campione d'inverno: tutti i buoni motivi per crederci

La Rossa si è dimostrata veloce e affidabile, senza mostrare tutto il suo potenziale, ma sfruttando bene le nuove gomme Pirelli. La Mercedes, al contrario, ha accusato sei decimi di distacco e qualche guaio tecnico. E non sembra più imbattibile

Sebastian Vettel in azione sulla sua SF70H nei test a Barcellona (© Ferrari)

ROMA – I numeri sono impressionanti: due record del giro in due giorni consecutivi, l'ultimo dei quali (l'1:18.634 stabilito nella sessione conclusiva da Kimi Raikkonen) più veloce di quasi sette decimi rispetto al miglior tempo della Mercedes, e ben 4450 km percorsi in otto giornate, una distanza pari ad oltre quattordici Gran Premi. Per usare il gergo calcistico, la Ferrari si è laureata nettamente campione d'inverno nei test pre-campionato della Formula 1 a Barcellona. Eppure, le recenti ferite hanno lasciato nei tifosi delusi un senso di comprensibile prudenza: bisogna credere davvero a questi exploit della Rossa oppure si tratta solo di un'illusione destinata a sciogliersi come neve al sole non appena le macchine metteranno le ruote in pista per la prima gara del Mondiale?

Perché sì
È vero, in effetti, che anche un anno fa, di questi tempi, il Cavallino rampante sembrava essersi molto avvicinato alle Frecce d'argento: poi, come andò a finire davvero ce lo ricordiamo tutti. Eppure tra l'inverno del 2016 e questo del 2017 ci sono parecchie differenze, che si possono leggere come altrettanti buoni motivi per dare fiducia alla nuova SF70H. Intanto, perché Vettel e Raikkonen sono andati forte in modo facile, senza nemmeno mettere in mostra tutto il potenziale della macchina (sarebbe stato sciocco esporsi solo per ottenere l'effimera soddisfazione di un primato nei test): il finlandese, infatti, ha stabilito il suo miglior tempo con le gomme supersoft, invece delle più veloci ultrasoft, mentre il tedesco ha alzato apposta il piede dall'acceleratore nell'ultimo settore. Poi, perché a differenza di dodici mesi fa la vettura si è dimostrata non solo rapida, ma anche affidabile, così come lo stesso motore montato anche sulla sorellina minore americana Haas, mentre la Mercedes qualche piccolo guaio di carico, stabilità e trazione lo ha riscontrato. E infine, perché a Maranello sembrano finalmente aver capito come sfruttare al meglio le gomme Pirelli, quest'anno allargate come vuole il regolamento, grazie anche ai tanti test specifici compiuti nel corso dell'inverno, che Vettel ha voluto condurre personalmente, mentre i campioni del mondo in carica hanno schierato i collaudatori.

Le parole dei protagonisti
Insomma, se forse parlare di una Ferrari diventata improvvisamente prima della classe è troppo azzardato, quantomeno possiamo affermare che la Mercedes non sembra più imbattibile. «Loro hanno fatto un lavoro fantastico e penso che possano dare ancora di più – si è levato il cappello perfino Lewis Hamilton – Il loro passo durante questa settimana è stato spettacolare. Noi abbiamo più potenziale? Lo scopriremo con il tempo. Per ora ci siamo solo concentrati a capire questa macchina e cercare di tirarle fuori il massimo. Abbiamo avuto alti e bassi, non c'è mai stato un giorno perfetto. Ma direi che i nostri avversari sembrano molto, molto veloci». Ovviamente, questo salto in avanti della Rossa non è stato improvviso e miracoloso, bensì frutto di un lungo e meticoloso lavoro di sviluppo e crescita compiuto dietro le quinte, lontano dai riflettori, già nel corso della tormentata stagione passata: «Siamo più preparati dell'anno scorso, abbiamo fatto più giri – ha spiegato Vettel con tono freddo e calmo – Penso che in generale il team sia in forma migliore. Dal 2016 abbiamo imparato molto, è stato l'anno più importante per noi. Anche se, guardando ai risultati, non è stata una stagione di successo, quello che è accaduto in fabbrica è stato fondamentale per compiere un passo avanti, che speriamo di aver fatto. Ma non credo che ne avremo la prova o l'idea autentica finché non andremo a Melbourne o alle prime gare». Le stesse posizioni le ribadiscono anche i relativi presidenti. I timori di Niki Lauda: «Tutti dicono, guardando al passato, che la Mercedes vincerà ancora – ha dichiarato alla tv tedesca Rtl – Ma sono ingenui: penso che ci aspetti un anno duro. Al momento, nessuno può dire chi sarà davanti a Melbourne, ma il gruppo è decisamente più ravvicinato». E la pretattica di Sergio Marchionne: «Avevamo solo due obiettivi nei test di Barcellona: essere competitivi con la Red Bull e avere una macchina affidabile. Per me la Mercedes è ancora davanti». La Ferrari fa bene a tenere a bada le aspettative, per evitare di ricadere nel rischio della delusione come un anno fa. Ma questi test invernali ci hanno fatto capire almeno che a Melbourne potrà succedere davvero di tutto. E, finalmente, i tifosi ferraristi hanno il diritto di tornare a crederci.