26 aprile 2017
Aggiornato 23:30
Il Dottore soffre, ma non getta la spugna

2017, la sfida più dura per Valentino Rossi? Ma lui non si arrende...

Lo ha ammesso stesso, al termine dei test pre-campionato: un inverno così brutto gli era capitato solo ai tempi della Ducati. Lo aspetta dunque un altro anno senza vittorie, come con la Desmosedici? Improbabile, vista la sua grinta

Valentino Rossi ai box Yamaha in Qatar (© Diario Motori)

ROMA – Era stato Valentino Rossi stesso ad ammetterlo, tirando un sospiro di sollievo, in preda alla febbre del sabato sera, quando sembrava che avesse finalmente imbroccato la strada giusta per portarsi fuori da un inverno di problemi: «Con la Yamaha non avevo mai fatto così fatica nei test, mi capitò solo con un'altra moto...». Ventiquattr'ore dopo, purtroppo, quel momento di entusiasmo si è rivelato per quello che realmente era: una fugace illusione. È bastato che la pista di Losail, mutevole come un camaleonte del deserto, cambiasse di nuovo le sue condizioni (dal vento e dalla sabbia del secondo giorno al caldo del terzo), perché il Dottore ripiombasse di nuovo nell'incubo. In sella ad una M1 che, recalcitrante come un cammello imbizzarrito, non risponde più ai suoi comandi, non entra in curva come lui vorrebbe.

Spettro Ducati
Così, alla luce delle ritrovate difficoltà dell'ultima giornata di test pre-campionato, quelle parole che il nove volte iridato si è lasciato sfuggire al sabato assumono un significato diverso: suonano come un'inquietante presagio. «Mi capitò solo con un'altra moto», leggasi Ducati: Vale, insomma, ha rievocato i due anni più difficili della sua carriera, quelli che fino a ieri aveva sempre cercato di dimenticare, di mettersi definitivamente alle spalle. I due anni in cui si trovò per le mani una Desmosedici così inguidabile da impedirgli di conquistare perfino una singola vittoria. Ecco, se dobbiamo fidarci delle sue sensazioni, questo inverno 2017, per il fenomeno di Tavullia, è stato almeno altrettanto impegnativo. Addirittura «preoccupante», sempre per usare la sua definizione. Questa moto, che il suo compagno di squadra Maverick Vinales ha trovato il modo di ammaestrare a tal punto da mantenerlo costantemente al comando, farà fare a Rossi la fine delle due stagioni in rosso? Dobbiamo temere un'annata senza nemmeno un successo?

Arrendersi mai
È ancora troppo presto per dirlo, e comunque guai a farsi prendere dal panico. Qualche elemento positivo, dalla tre giorni qatariota, è emerso: qualche certezza in più, grazie all'azzardato ma riuscito esperimento tecnico di sabato, i suoi ingegneri l'hanno raggiunta, e il suo tempo stabilito in quella sessione lo ha portato in sesta posizione nella classifica complessiva dell'intera settimana di test. E poi, che il numero 46 non sia uno specialista dei collaudi, ma sappia in compenso tirare fuori tutta la sua grinta e il suo agonismo quando si comincia a fare sul serio in gara, lo sappiamo ormai da anni. È chiaro, purtroppo per i suoi tifosi, che in questo 2017 ci sarà da soffrire, almeno nei primi Gran Premi. Ma a rassicurarli ci ha pensato lo stesso Valentino, nella sua nuova conferenza stampa della domenica sera: «Non sarà la mia ultima chance, perché correrò ancora per due stagioni. Almeno. Poi vedremo. La situazione è la stessa del passato: bisognerà aspettare per capire cosa succederà». Gli ostacoli, e i 38 anni di età, non hanno insomma scalfito per niente la voglia di lottare del vecchio leone. Ad arrendersi, Valentino Rossi non ci pensa nemmeno.