26 aprile 2017
Aggiornato 23:30
Top Gun va a scuola dai migliori

Maverick Vinales ha studiato Valentino Rossi: «E ho capito il suo segreto»

I test pre-campionato della MotoGP hanno dato al giovane spagnolo anche l'occasione per osservare il comportamento del suo nuovo compagno di squadra: «Ho visto che lui non prova molte cose, ma lo fa fino in fondo»

Maverick Vinales in azione sulla Yamaha nei test di Phillip Island (© Michelin)

ROMA – Il protagonista indiscusso dei test pre-campionato della MotoGP, che riprendono questa settimana per l'ultima tre giorni in Qatar, è stato Maverick Vinales. Ma il neo-pilota della Yamaha non ha sfruttato queste sessioni di prova soltanto per staccare migliori tempi e dimostrare la sua velocità. Dietro le quinte del suo box lontano da sguardi indiscreti, il 22enne di Figueres ha passato tanto tempo a studiare i suoi avversari. A fare i compiti, insomma, come si addice al più giovane e ultimo arrivato nel gruppo dei big. E tutto questo lavoro di osservazione gli ha fatto imparare forse ancor più delle sensazioni provate in pista con la sua nuova M1. «Osservo spesso ciò che fa Valentino e come lo fa – ha confessato al sito specializzato spagnolo Solomoto – Lui lavora con molta calma e penso che questo sia uno dei suoi segreti. Lui non testa molte cose, ma quello che prova, lo prova fino in fondo. Ho guardato molto attentamente come si comporta: Valentino con calma sceglie ciò che è buono e scarta ciò che non lo è. Per ora siamo sempre andati d’accordo, non abbiamo avuto problemi: vedremo cosa succederà in pista, dove può vincere uno solo. E io voglio vincere. Spero che manterremo il rispetto reciproco tra noi, almeno fino a quando le nostre strade si separeranno».

La zampata di Marquez
Ma il suo compagno di squadra non è stato l'unico campione tenuto nel mirino da Top Gun: «Analizzando attentamente i miei avversari a casa, mi sono reso conto che la maggior parte di loro si concentra sul finale di gara – prosegue il talentino spagnolo – Sarà importante essere lì all’ultimo giro, credo che in quella fase si decideranno molte gare, perché sono tanti i piloti a rompere gli indugi nelle ultime curve. Marc, per esempio, nei test ha compiuto molti giri concentrandosi sulle simulazioni di gara: confesso che questo mi ha sorpreso. Non è così importante il tempo sul giro, invece bisogna mantenere un buon passo costante per tutta la gara. Credo che di base dovremo lavorare proprio sulle gomme, per arrivare nelle migliori condizioni possibili alla fine della corsa. Battere Marc non sarà facile, lui è estremamente talentuoso, è uno dei più forti piloti della MotoGP e anche la Honda lavora ad un livello altissimo. Abbiamo lo stesso obiettivo, per cui la nostra lotta sarà emozionante e dovrò dare il 100% per sconfiggerlo».

Maverick Vinales con Marc Marquez negli ultimi test

Maverick Vinales con Marc Marquez negli ultimi test (© Michelin)

Cambio di casacca
Oltre alla guida dei suoi diretti rivali, l'altro punto sul quale Maverick ha comprensibilmente concentrato la sua attenzione è stato, come è ovvio, l'adattamento alla sua nuova moto: «Che è molto diversa dalla vecchia – spiega – La Suzuki ti consente di curvare molto bene ed essere abbastanza veloce quando raggiungi il punto di corda della curva. La Yamaha, invece, è una moto che va guidata in modo meno aggressivo, con cui devi essere molto più preciso e dolce, per questo mi ci sono adattato rapidamente, come anche alla squadra. La trovo una moto fantastica, che non mi ha costretto a cambiare molto il mio stile di guida. Non c’è nulla in Yamaha che mi ha rallentato: alla fine è sempre una moto, e tutto quello che devo fare è capire ciò che serve per andare forte. La M1 è veloce, su questo non ho dubbi, ma c'è ancora qualcosa da migliorare, per riuscire a mantenere una buona aderenza delle gomme per tutta la durata di gara e una frenata più aggressiva: questo è essenziale per essere sempre competitivi. Credo che questo sia l'ambito in cui c'è più margine di miglioramento».

Uomo da battere
E tutto questo lavoro così capillare e certosino ha fatto crescere le sue quotazioni ai piani alti della MotoGP, tanto che molti lo considerano già come il favorito d'obbligo per questo Mondiale che si appresta a iniziare: «Ovviamente sentire ciò mi dà una motivazione in più – ammette Vinales – Il fatto che i tuoi avversari mi vedano come il candidato principale al titolo, nonostante io non abbia ancora disputato nemmeno una sola gara con la Yamaha, significa che percepiscono in me molto potenziale, per cui non vedo l’ora di cominciare la stagione. C’è ancora margine di miglioramento, sia in me che nella moto, ad esempio in frenata. Credo che questo aspetto debba essere migliorato per essere in grado di lottare per la vittoria nel finale di gara, soprattutto con Marc o Valentino, che sono molto forti in frenata».