26 aprile 2017
Aggiornato 23:00
La sua ventunesima stagione iridata si apre con un successo

Highlander Rolfo: a 36 anni vince ancora, nonostante la spalla lussata

L'infortunio riportato nelle prove libere non impedisce all'esperto pilota italiano di portare la sua Mv Agusta sul gradino più alto del podio nella gara della Supersport a Phillip Island, cancellando la scorsa stagione sfortunata

Roberto Rolfo sul gradino più alto del podio della Supersport a Phillip Island (© Superbike)

PHILLIP ISLAND – Inizio di stagione Supersport da incorniciare per Roberto Rolfo e il team Factory Vamag che a Phillip Island firmano il primo gradino del podio in una gara in rimonta da cardiopalma, vietata ai deboli di cuore. Né la bandiera rossa, né il contatto finale spalla contro spalla per l’ultimo centimetro, né tantomeno la lussazione della spalla sinistra riportata nelle prove libere sono riusciti a destabilizzare il portacolori Mv Agusta dal suo obiettivo, tagliando il traguardo primo al fotofinish per solo un millesimo di secondo. Voluta con le unghie e con i denti, Rolfo porta a casa la prima stagionale dalla sua ventunesima presenza sul tracciato australiano. Il rider torinese aggiunge così un altro cimelio da inserire nel suo medagliere accanto al terzo posto di Phillip Island nel 2001 in classe 250 e la vittoria, sempre nella stessa categoria, nel 2003. Con una stagione difficile alle spalle, Rolfo e il team Factory Vamag ritrovano nuovo ossigeno e positività che lasciano ben sperare, con la voglia di essere competitivi su ogni tracciato in questa annata appena cominciata della classe inferiore delle derivate di serie. «È un’emozione grandissima – ha commentato Roby – Phillip Island è una pista favolosa ed è fantastico essere tutti insieme in gruppo ed essere così forti. Dopo un anno passato così difficoltoso, mi prendo la mia rivincita. Credo molto in questa moto e volevo la vittoria a tutti i costi. Con una lussazione fresca di solo quattro giorni non immaginavo di essere così competitivo per tutta la durata della gara perché questa mattina nel warm up la spalla mi ha dato tanto fastidio e mi cedeva, non permettendomi di frenare dove volevo. Devo ringraziare la clinica mobile che mi ha rimesso a nuovo prima della gara e mi ha permesso di guidare così fino alla fine. Vedendomi lì davanti per tutti gli ultimi giorni, alla fine un po' ci speravo in questo primo posto. Il finale è stato veramente tosto, uno dei più belli in assoluto, non mi aspettavo che Mahias corresse così ma il contatto ci sta. Anche se mi ha portato al limite e stavo per cadere sull’erba, si è prontamente scusato e io apprezzo questi gesti. Alla fine lo sport è anche questo». Con questi presupposti non è difficile immaginare di rivedere tra le posizioni che più contano il numero 44 anche nelle prossime gare. Tra meno di due settimane si ritorna in sella per il secondo round in Thailandia in programma il 12 marzo.