29 aprile 2017
Aggiornato 05:30
Il 24 febbraio sarà svelata solo una macchina provvisoria

La Ferrari 2017 è un disastro: i tecnici già al lavoro sulla versione B

I primi risultati del telaio dalla galleria del vento e dalle simulazioni computerizzate non convincono. Così il dt Mattia Binotto ha messo sotto i suoi: da maggio-giugno arriverà in pista il nuovo modello, che risolverà i problemi aerodinamici

Tutto pronto per la presentazione della Ferrari 2017 il 24 febbraio (© Ferrari)

MARANELLO – Ci sono una notizia buona e una cattiva che filtrano dal quartier generale di Maranello, a dieci giorni dalla presentazione ufficiale della nuova Ferrari 2017. Quella cattiva è che l'ultima creatura del Cavallino rampante sembra già nata decisamente male; quella buona è che gli ingegneri guidati da Mattia Binotto, per fortuna, sono subito corsi ai ripari. Insomma, i peggiori incubi che avevano accompagnato l'inverno dei tifosi ferraristi si starebbero tragicamente concretizzando. Il progetto della vettura che correrà il prossimo Mondiale, infatti, ha avuto una gestazione molto complicata. Se già in partenza si trattava di un lavoro delicato, perché coincideva con il cambio dei regolamenti introdotto da quest'anno, a complicare ulteriormente la situazione ci si è messo il divorzio a metà stagione dal direttore tecnico James Allison. A completare il lavoro sul fronte aerodinamico è stato così chiamato, nella seconda parte del 2016, il vecchio guru Rory Byrne, già artefice delle Rosse iridate nell'epoca di Michael Schumacher. Il risultato è stata una macchina dai due padri, per giunta completata in fretta e furia: in altre parole, un vero pasticcio.

Motore ok, telaio ko
Purtroppo, i primi dati che emergono in questi giorni dalla galleria del vento e dalle simulazioni computerizzate (e intercettati dal sito F1 analisi tecnica) sull'auto, assemblata per la prima volta proprio questo weekend, confermano le impressioni tutt'altro che esaltanti. Il motore, che già nel corso della passata stagione aveva compiuto un notevole salto in avanti, proprio grazie a Binotto poi promosso a dt, ne ha fatto un altro, sia dal punto di vista della potenza che da quello dell'aerodinamica. Il telaio, invece, proprio quello rivoluzionato dalle regole 2017, sarebbe un autentico disastro, che rischia di accusare un distacco dall'imbattibile Mercedes e anche dalla rimontante Red Bull addirittura più ampio rispetto a dodici mesi fa. Prepariamoci dunque una disfatta nei primi test invernali e nei primi Gran Premi del Mondiale.

Il direttore tecnico Ferrari, Mattia Binotto

Il direttore tecnico Ferrari, Mattia Binotto (© Red Bull)

Lavori in corso
Ma la Ferrari non ha intenzione di assistere a questo ennesimo errore senza reagire. Al contrario, in gran segreto il reparto ingegneristico della Gestione sportiva è già al lavoro su una versione B della monoposto, stavolta supervisionata dall'inizio alla fine dal nuovo direttore tecnico. I primi modelli sono già in galleria del vento, tanto che l'auto potrebbe essere già definitivamente pronta per debuttare dalle prime gare europee del calendario, ovvero tra maggio e giugno. E le modifiche sarebbero davvero sostanziali: un passo allungato tra i 10 e i 15 centimetri, un retrotreno rivisto e, più in generale, un carico aerodinamico notevolmente aumentato. Come a dire che la presentazione in programma il 24 febbraio prossimo sarà poco più di una cerimonia formale, che la vettura che vedremo svelata in quell'occasione sarà del tutto provvisoria, e che all'inizio del Mondiale bisognerà stringere i denti. Ma anche, allo stesso tempo, che a partire dall'estate la riscossa Ferrari potrebbe essere dietro l'angolo. Finalmente.