26 aprile 2017
Aggiornato 10:00
Presto potrebbe essere introdotta nel codice

«Scatola nera sulle nostre auto per risparmiare sull'assicurazione»

La proposta arriva da Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania: «C'è una tutela dell'assicurato e nessuna violazione della privacy, verrebbero conosciuti solo i dati degli incidenti stradali»

ROMA – L'installazione e l'utilizzo della scatola nera non comporta nessuna violazione della privacy per gli automobilisti. «C'è una tutela dell'assicurato e della riservatezza della privacy dell'assicurato». A spiegarlo è stato Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania e responsabile del servizio auto dell'Ania, che nel corso di una tavola rotonda ha replicato alle osservazioni dell'Aneis (Associazione nazionale esperti infortunistica stradale). «L'evoluzione delle scatole nere porta oggi ad avere dispositivi che sono più avanzati tecnologicamente e che trasferiscono le infomazioni in modo criptato – aggiunge Guidoni – c'è poi un'informativa che viene data all'assicurato da parte della compagnia che lo tutela sotto tutti gli aspetti della riservatezza». Questo perché «vengono conosciuti dalla compagnia soltanto i dati e le informazioni che l'automobilista autorizza a far conoscere». Guidoni ha spiegato che si tratta di informazioni che «possono essere relative allo stile di guida e alle percorrenze. Sono informazioni attraverso le quali la compagnia riesce a profilare meglio il cliente e a fornirgli un premio di polizza che è più vantaggioso per il cliente stesso. Tutto il resto – conclude Guidoni – sono soltanto informazioni a livello aggregato che la compagnia non può utilizzare se non per fini legati all'eventualità di incidenti».

(Fonte: Askanews)