28 aprile 2017
Aggiornato 00:30
Non solo tecnica, in F1 c'è spazio anche per la scaramanzia

La Ferrari chiede aiuto anche alla fortuna: via il bianco che... porta sfiga!

Tra le richieste del reparto tecnico ai vertici di Maranello ci sarebbe quella di abbandonare la striscia bianca che ha caratterizzato la livrea della SF16-H. Una scelta cromatica che, anche in passato, non ha portato bene alla Rossa

La presentazione della SF16-H un anno fa (© Ferrari)

ROMA – Dare tutta la colpa della crisi Ferrari alla sfortuna sarebbe un clamoroso errore: se la SF16-H non si è rivelata una monoposto in grado di lottare ad armi pari con le rivali, è stato soprattutto per i suoi grossi limiti di carico aerodinamico, per superare i quali proprio in queste settimane si sta lavorando a pieno ritmo nel quartier generale di Maranello. Eppure, perfino in uno sport profondamente tecnologico come la Formula 1, anche la buona e la cattiva sorte continuano a giocare il loro ruolo imponderabile. Sarà per questo che, per tornare al successo, la Rossa ha deciso di chiedere una bella mano pure alla dea bendata. Tra i desideri che il reparto ingegneristico ha avanzato ai vertici della Scuderia per questa nuova stagione, infatti, stando a quanto rivela il sito specializzato internazionale Motorsport, ce ne sarebbe anche uno che di tecnico ha ben poco: abbandonare quella famigerata striscia bianca nella livrea della vettura.

Livrea disastrosa
Quando, dodici mesi fa proprio di questi tempi, iniziò a filtrare la notizia che la nuova creatura del Cavallino rampante non sarebbe stata dipinta completamente di rosso, i dubbi del resto cominciarono subito a circolare: «Quando ho saputo che tornava il bianco, all'inizio, ero un po' perplesso – ammise all'epoca l'ex pilota della Ferrari, oggi commentatore televisivo, Ivan Capelli, a Repubblica – Perché nell'ambiente, a un certo punto, si era detto che il bianco non portava bene alla Rossa... Insomma, che più bianco c'era a bordo e meno possibilità c'erano di vincere». L'intenzione del nuovo team principal Maurizio Arrivabene era quella di omaggiare la colorazione con cui Niki Lauda riportò il Mondiale alla Ferrari nel 1975, spezzando un digiuno di ben undici anni. Ma, da allora in poi, quella scelta cromatica non ha più regalato soddisfazioni: basti pensare alla disastrosa F93A che non solo finì a secco di vittorie, ma addirittura chiuse la classifica costruttori solo al quarto posto. «Il binomio bianco-rosso portò bene negli anni '70, ma la leggenda è nata in anni più recenti – proseguì Capelli – Anzi, per l'esattezza dopo il 1993: quell'anno c'era un sacco di bianco e la macchina non vinse mai, niente. Era sfortunatissima. L'anno successivo a Maranello decisero di togliere il bianco dal cofano motore e ripristinare il look tradizionale. Da allora, ad ogni stagione hanno tolto un pezzettino di bianco, dagli inserti o dagli sponsor. E le cose andarono sempre meglio. In effetti meno bianco c'era e più veloce andava la macchina. La F399 che riportò il titolo costruttori a Maranello nel 1997 era tutta rossa! Di bianco c'era solo la scritta Marlboro. E questa storia del bianco che rallenta tornò fuori anche il primo anno di Alonso».

Marcia indietro
Eppure il nuovo presidente Sergio Marchionne decise di non dare retta a questa scaramanzia che aveva contraddistinto l'era Montezemolo, con i risultati che abbiamo visto tutti. Evidentemente, rimasto scottato, il numero uno della Ferrari stavolta avrebbe deciso di non ripetere l'errore, quantomeno per marcare, anche esteticamente, la differenza tra la nuova macchina e quella da dimenticare dell'annata appena conclusa. Che ci si creda o no, in fondo, con la sfortuna è meglio non scherzarci troppo...