25 febbraio 2017
Aggiornato 03:00
Non ci sono solo le moto nel cuore del pilota maiorchino

Jorge Lorenzo ha già deciso: il suo futuro è in auto. Ma non in Formula 1

Dopo essere andato forte con la Mercedes, per Por Fuera si potrebbero aprire le porte delle quattro ruote. E lui ci sta pensando seriamente: ma solo quando si ritirerà dalla MotoGP. Allora potrebbe correre la 24 Ore di Le Mans

Jorge Lorenzo al volante della Mercedes durante il test di Silverstone (© Mercedes)

ROMA – Per lavoro corre sulle due ruote, ma la sua passione per le quattro, Jorge Lorenzo non l'ha mai nascosta. Dopo aver corso la 12 Ore di Abu Dhabi due anni fa al volante di una Ferrari 458, nell'ottobre scorso Por Fuera ha avuto la rara chance di provare la Mercedes campione del mondo di Formula 1, ottenendo tempi sul giro definiti «davvero competitivi» dal team. Tanto che lo stesso team principal Toto Wolff, tra il serio e il faceto, lo ha inserito nella lista dei possibili sostituti del suo prepensionato pilota Nico Rosberg. Correre in macchina a tempo pieno, in effetti, rientra tra i sogni futuri del cinque volte iridato, come lui stesso ha ammesso. Ma, piuttosto che seguire le orme di John Surtees, unico campione del mondo di moto che è riuscito a ripetersi anche in F1, il maiorchino ritiene più realistico un suo tentativo nelle ruote coperte, magari alla leggendaria 24 Ore di Le Mans. «Potrei correre in macchina in modo più adeguato e frequente solo quando mi ritirerò dalla MotoGP – ha dichiarato al sito specializzato inglese Crash – Tre anni fa, ad Abu Dhabi, salii sulla Ferrari 458: quella è l'auto migliore con cui ho corso. Un giorno mi piacerebbe disputare la 24 Ore di Le Mans, sarebbe un obiettivo più realistico rispetto a una stagione in Formula 1».

Meglio di Rosberg
Per il momento, dunque, il suo breve flirt con la categoria regina dell'automobilismo si limiterà a quel test sul circuito di Silverstone. Dove comunque, in poche ore al volante, è riuscito a raggiungere risultati di tutto rispetto, dimostrando il suo feeling con la velocità anche a quattro ruote. Addirittura, pur con diverse condizioni di pista, infatti, Lorenzo è riuscito ad andare più forte dello stesso Nico Rosberg: «Non sono riuscito ad arrivare al limite, ho avuto a disposizione solo quattro o cinque ore – ha spiegato – Ma, per essere un pilota di MotoGP, non sono andato così piano, sono stato veloce e ho staccato un tempo grandioso. Il team è rimasto colpito e anche io, perché sono andato più veloce dello stesso Nico. Ma non sappiamo quali fossero le condizioni del suo test, perché Nico guidò quella macchina per la prima volta in inverno, quindi magari c'erano delle chiazze di umido in pista. Riuscire ad avvicinarmi al suo livello con solo qualche ora di esperienza alle spalle, mi ha reso orgoglioso. Però un conto è fare un giro secco, con gomme nuove, un altro è correre per un'ora e mezza con altre vetture intorno e con l'aderenza degli pneumatici che cala. Questa è la cosa più complessa di tutte per un pilota di moto che si deve adattare alle auto».