27 marzo 2017
Aggiornato 02:31
Dichiarazioni shock del boss del Mondiale

Bernie Ecclestone ce l'ha con noi: «Gli italiani non sanno gestire la Ferrari»

Il patron della Formula 1 difende Sebastian Vettel e attacca il nostro Paese: «C'è troppa Italia alla Rossa, far funzionare un team non è nel loro dna. Però Seb sta facendo il possibile per vincere, questa è la sua missione»

Il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone (© Red Bull)

ROMA – La colpa della crisi Ferrari? Non è di Sebastian Vettel, ma degli italiani. È la dichiarazione shock di Bernie Ecclestone. Il patron della Formula 1, che non è certamente nuovo a rilasciare interviste piuttosto clamorose e, anzi, ama farsi notare per le sue opinioni controverse, questa volta se la prende con il nostro Paese. Ai microfoni dei giornalisti tedeschi della rivista Sport Bild, che gli chiedevano un'analisi sulle prestazioni del loro beniamino, non ha perso l'occasione per scagliarsi contro l'Italia, che a suo dire non è in grado di gestire in maniera efficace una scuderia di Formula 1: «Non è colpa di Vettel se non sta vincendo – ha sostenuto Mr E – Dipende dalla macchina e dalla squadra. La Ferrari è tornata all'era pre Schumacher e pre Todt. Ci sono troppi italiani che ci lavorano. Non ho nulla contro l'Italia, ma far funzionare con successo un team non è nel loro dna. La Ferrari ha bisogno di sangue fresco. Ma sono sicuro che Sebastian sta facendo tutto il possibile per vincere».

Da Vettel a Schumacher
Di una cosa, però, l'86enne multimiliardario inglese è convinto: Vettel è legatissimo alla sua squadra, e non ci pensa proprio ad accettare le sirene della Mercedes, che lo avrebbe corteggiato per la stagione 2018: «La missione di Sebastian si chiama Ferrari, perché so che vuole prima vincere lì». Obiettivo che molto difficilmente la Rossa di Maranello potrà raggiungere già in questa stagione: «Non penso. Il motore della Mercedes rimarrà il migliore, e darà loro un grande vantaggio. Per equilibrare la situazione servirebbe un nuovo regolamento sui propulsori, perciò dobbiamo provvedere il prima possibile». E, a proposito di ferraristi tedeschi, nel corso della stessa intervista Ecclestone ha anche confessato che non gli dispiacerebbe se presto Mick Schumacher, 17enne figlio del leggendario sette volte campione del mondo di F1, che quest'anno farà il salto dalla Formula 4 al combattutissimo campionato europeo di Formula 3, approdasse presto nella categoria regina: «Se ha almeno un po' del talento di suo padre, perché no? – ha concluso – Sarebbe bello per la Formula 1 veder tornare il nome Schumacher». Almeno su questo, non possiamo dargli torto.