21 febbraio 2017
Aggiornato 03:30
Le previsioni del Mago G del Motomondiale

Galbusera, il capotecnico di Valentino Rossi: «Il decimo titolo? È fattibile»

L'ingegnere brianzolo fa le carte al Mondiale MotoGP 2017 del suo protetto: «Lui è carico, ma dovrà sbagliare di meno dell'anno scorso. Il favorito è Marc Marquez, ma noi intanto aspettiamo il nuovo motore della Yamaha...»

Valentino Rossi nel box Yamaha con il suo capotecnico Silvano Galbusera (© Michelin)

ROMA«E allora proveremo a vincere questo benedetto decimo titolo. Da parte mia, ce la metterò tutta». Parola di Silvano Galbusera, da quattro anni capotecnico di Valentino Rossi, che alla vigilia dell'inizio della nuova stagione di MotoGP si dimostra altrettanto agguerrito quanto il suo pilota. La Yamaha, del resto, sembra aver imparato la lezione del 2016: «Ogni stagione cambia – racconta alla Gazzetta dello sport – Elettronica e gomme hanno rimescolato le carte. Eravamo partiti bene, ma abbiamo iniziato a soffrire dopo il Mugello. Honda ha iniziato a fare progressi, Yamaha non è invece riuscita a fare quel che normalmente le riesce. Vediamo stavolta che evoluzioni porteranno ai test. A Sepang inizieremo a capire quanto saremo competitivi, se al livello degli altri o se dovremo ancora rincorrere Honda e Ducati. In Spagna avevamo fatto molta fatica, vero, ma nel secondo test abbiamo avuto tempo per lavorare. Le prospettive sono buone, aspettiamo di vedere il nuovo motore». E anche lo stesso Dottore, dal canto suo, non vorrà certo ripetere gli sbagli dello scorso anno: «Mi sorprenderei se Vale non fosse competitivo. Lo vedo carico e motivato, pronto a ripartire. Nel 2016 era preoccupato, i test lo avevano rasserenato, ma non è mai stato rilassato come sempre, sapeva di dover stare attento, ogni piccolo incrocio con Marquez sarebbe stato amplificato, non poteva permettersi niente. Ma ora si ripresenta con un solo obiettivo: battere tutti. Compito impegnativo, la stagione sarà dura. Valentino dovrà soprattutto evitare gli errori, quelle cadute di troppo nel momento sbagliato. Che però sono scusabili: Assen è stata figlia del recupero per la rottura del Mugello, doveva vincere. E a Motegi voleva prendere Marquez. Quando devi rincorrere vai molto vicino al limite e a volte lo superi».

Le carte ai rivali
Pure gli avversari, comunque, non sono certamente rimasti fermi a guardare: «Si sa che la Ducati a livello di motore è la migliore – sottolinea l'ingegnere brianzolo – Non so quale sarà il livello con Lorenzo. Ci saranno gare nelle quali farà molto bene e potrà vincere. Ma che lotti per il titolo mi pare difficile. Però ora che hanno fatto un passo avanti a livello di elettronica, è il pacchetto Honda-Marquez il più pericoloso. Abbiamo visto come hanno finito a Valencia. Sì, sono il binomio da battere». E un altro avversario scomodo, il nove volte iridato se lo ritroverà nello stesso box: «Con Maverick Vinales cambia poco. Nel box ci sarà poco o nulla da condividere, fuori, però, l’atmosfera sarà più rilassata. Me lo aspettavo veloce, la Suzuki è una moto simile e non ha avuto grossi problemi di apprendimento. Però non mi aspettavo che andasse così forte. In ogni caso sarei sorpreso se lui e Valentino non lottassero con Marquez per il titolo».