25 marzo 2017
Aggiornato 14:00
Sarà l'anno giusto per i nostri simboli dei motori?

I miti dello sport scommettono su Valentino Rossi, meno sulla Ferrari

L'oro paralimpico Alex Zanardi, il campione olimpico Greg Paltrinieri, il pilota italiano Andrea Dovizioso e l'ex ferrarista Jean Alesi fanno le carte alla nuova stagione delle corse che sta per cominciare, tra previsioni e speranze

Valentino Rossi (© Michelin)

ROMA – Valentino Rossi il 2017 lo ha iniziato così, augurando sulla pagina Instagram ufficiale della Yamaha «felice anno nuovo a tutti gli appassionati di gare. Auguro a tutti voi un 2017 divertente e in salute e non vedo l’ora di iniziare la nuova stagione per creare nuovi fantastici ricordi con tutti voi ai Gran Premi». Troppo presto, secondo l'inevitabile scaramanzia, per fare qualunque previsione di risultato. Ma anche in questa nuova stagione di corse che si appresta ad iniziare l'obiettivo immancabile del campione di Tavullia rimane sempre lo stesso: il decimo titolo. Che, quest'anno, sembra più alla sua portata che mai. E, se lui non lo vuole dire, ad affermarlo ci pensano i suoi colleghi miti dello sport. Alex Zanardi, pilota di Formula 1 e oggi medaglia d'oro alle Paralimpiadi, è pronto a puntare tutto su di lui: «È pazzescamente grande. Incredibile – lo definisce alla Gazzetta dello Sport – Fa bene a pensarlo. Chissà quanto si dovrà attendere per trovare uno come lui. Scommetterei su di lui, non su Marquez». Anzi, addirittura Zanardi lo avrebbe visto bene in Formula 1, alla Mercedes, al posto di Nico Rosberg: «Anche se sportivamente non è la scelta più logica, sarebbe stata un’occasione perfetta per regalare altra luce a una F1 che ne ha bisogno, specie per la tv. Alla Mercedes un altro Mondiale porta tanto. Pensiamo cosa avrebbe portato anche solo una vittoria di Valentino: tantissimo». Valentino è tra i favoriti anche del suo rivale della Ducati Andrea Dovizioso: «Valentino e Marquez partono da una situazione più chiara. E con loro ci metto fin da subito anche Viñales». Senza dimenticare il suo nuovo compagno di squadra Jorge Lorenzo: «No, assolutamente. Sono molto contento dell'arrivo di Jorge: ci conosciamo bene, siamo anche già stati in squadra insieme nel 2005. Sarà una sfida bellissima, ad armi pari. Ho le carte per giocarmela, l’obiettivo è batterlo: se starò davanti a lui vorrà dire essere davanti a molti». E, perfino al di fuori del mondo dei motori, l'oro olimpico del nuoto Greg Paltrinieri fa il tifo per il portacolori della Yamaha: «Valentino resta un idolo e non molla mai, è da ammirare come Federica Pellegrini. Hanno sempre fame di vittorie: quelli che hanno una simile passione mi piacciono tanto».

Sebastian Vettel

Sebastian Vettel (© Ferrari)

Per la Ferrari è più dura
Sempre Paltrinieri spera in un 2017 positivo pure per la Ferrari: «È l’ora che ci riesca, ci sono milioni di appassionati che aspettano da troppi anni una macchina di altissimo livello». Ma la situazione si preannuncia meno rosea per la Rossa che per Rossi: «Sinceramente non credo ci si possa aspettare un gran miglioramento – ribatte Zanardi – Mi aspetto vinca Hamilton. La F1 è un mondo complicato. Vincere è questione di programmazione. Arrivabene ha un incarico difficile. In F1 serve un sistema trasversale in cui tutti, dai tecnici ai piloti a chi dirige, lavorino nella stessa direzione. Imputare a lui tutte le colpe sarebbe ingiusto. È stato lasciato un po’ solo. Al contrario, andrebbe sostenuto nel suo lavoro ed è adesso il momento di farlo». Ci pensa l'ex ferrarista Jean Alesi a infondere un po' di ottimismo: «Come faccio a non essere ottimista? In casa mia la Ferrari è tutto! Mi è spiaciuto vederla così nel 2016 ma, senza voler addossare le colpe a qualcuno, la tragedia familiare che ha colpito il capo del progetto (l’ex direttore tecnico James Allison, ndr) ha messo in chiara difficoltà il team. Mi aspettavo ben altro campionato e se ripenso all’Australia... Però sono sicuro che il 2017 sarà diverso». Un consiglio a Sebastian Vettel? «Vorrei rivedere il Seb dell’esordio in rosso, Senza più gli eccessi di nervosismo dell’ultimo scorcio di stagione. Di fronte a un pilota che ha vinto quattro Mondiali, mi permetto con la massima umiltà di ricordargli che la Ferrari è qualcosa di più di una Formula 1, è la storia delle corse e ha dietro un Paese. Lo tenga presente quando parla alla radio e nei suoi rapporti con i tifosi».