21 febbraio 2017
Aggiornato 03:30
Due campioni per sempre rivali

Il solito Jorge Lorenzo: «I tifosi di Valentino Rossi mi odiano perché lo batto»

Anche ora che non è più suo compagno di squadra, Por Fuera non riesce a fare a meno di stuzzicare il Dottore e i suoi fan: «Io l'ho sconfitto con la stessa moto, questo i suoi tanti appassionati non me lo perdoneranno mai»

Jorge Lorenzo davanti a Valentino Rossi in pista (© Michelin)

ROMA – Se qualcuno si illudeva che il nuovo matrimonio di Jorge Lorenzo con un team italiano, la Ducati, lo aiutasse a distendere i suoi burrascosi rapporti con i tifosi nostrani di motociclismo, è destinato a restare deluso. Quanto a Por Fuera, lui non è incline a fantasticare: sa fin troppo bene che i suoi belligeranti trascorsi da compagno di squadra di Valentino Rossi segneranno per sempre il punto di vista degli appassionati italici delle due ruote nei suoi confronti. Un'antipatia congenita, atavica, che però, dal canto suo, il campione maiorchino attribuisce alla presunta superiorità che lui avrebbe dimostrato nei confronti del Dottore durante i loro sette anni insieme alla Yamaha: «Arrivare in Ducati non basta – dichiara infatti alla Stampa – Io ho battuto Valentino a parità di moto, questo i suoi tanti fan non me lo perdoneranno mai. È normale nello sport, i tifosi sanno che sei forte e ti temono». E anche queste parole arroganti, del resto, non aiuteranno certo a distendere gli animi dei rossiani...

Scintille anche a distanza
Lorenzo insiste: «È facile che ci sia tensione quando hai 'dos gallos en un gallinero'... Come si dice in italiano? Due galli in un pollaio. Il team è come una torta e tu vuoi sempre la fetta più grande. Sai che non esistono scuse: se il tuo compagno ti batte a parità di mezzo significa che è stato più bravo. Ultimamente non c’era nessun rapporto, ma a Valencia dopo l’ultima gara abbiamo festeggiato insieme il Mondiale costruttori e, tra virgolette, abbiamo anche fatto un po’ pace. Ci siamo dati la mano, abbiamo parlato e in futuro, in squadre diverse, il nostro rapporto sarà migliore». Quando il giornalista gli chiede una valutazione sul Rossi pilota, però, perfino il suo grande rivale spagnolo non può esimersi dall'ammetterne le doti straordinarie: «Tutti credevano che avrebbe smesso a 33 o 34 anni, invece è ancora lì – riconosce – Penso che non si ritirerà mai. Ha la passione, si diverte: questo lo mantiene giovane. Rimane il più difficile da sorpassare in una curva veloce, e il più difficile da tenere dietro perché in moto è molto intelligente e freddo».

Valentino Rossi con il suo nuovo compagno di squadra Maverick Vinales

Valentino Rossi con il suo nuovo compagno di squadra Maverick Vinales (© Michelin)

Buona fortuna con Vinales
Pure sul suo sostituto Maverick Vinales, Jorge non ha dubbi: presto arriverà allo scontro diretto con Valentino, proprio come è capitato a lui. «Finora sono stati abbastanza amici, ma fa presto a finire: sono dos gallos en un gallinero», ha concluso. Almeno su questo, il fenomeno di Tavullia sembra d'accordo: «Quando ho saputo che Lorenzo sarebbe andato via ho pensato 'Aaaaah, bene!', perché è molto difficile avere un compagno di squadra veloce come lui – è stato il commiato, molto più signorile, del nove volte iridato al suo ex vicino di box, ai microfoni della rivista Motorcycle news – Pensavo quindi che sarebbe stato meglio con qualcun altro, ma credo che con Viñales sarà la stessa storia».