21 febbraio 2017
Aggiornato 03:30
Il cascomercato della Rossa è ancora aperto

Marchionne: «Sì, Giovinazzi è pilota Ferrari. E per il 2018 è tutto in ballo»

A margine del pranzo natalizio con la stampa, il presidente della Rossa conferma l'ingaggio del giovane italiano come collaudatore. «Raikkonen? Non so se andrà avanti oltre il 2017. Vettel? Presto per parlare di rinnovo»

Sergio Marchionne al pranzo di Natale (© Ferrari)

MARANELLO – Sergio Marchionne chiude ufficialmente la stagione appena trascorsa e non felice della Ferrari. Nel tradizionale pranzo di Natale con la stampa specializzata il presidente del Cavallino rampante si è già proiettato verso il 2017: «L'anno scorso abbiamo fatto una brutta figura dicendo che avevamo raggiunto la Mercedes – ha ammesso – Dopo la gara in Australia e l'errore in strategia, siamo andati in calando ma il vero problema è il non essere riusciti a migliorare cosa che invece è riuscita alla Red Bull. Adesso attendiamo il 2017 e sono certo che i risultati arriveranno, altrimenti ne risponderò io e potrete criticarmi».

Capitolo piloti
Marchionne ha sfruttato questa giornata per parlare anche del futuro a lungo termine della squadra e ufficializzare anche l'ingaggio di Antonio Giovinazzi come terzo pilota: «Non prendiamo Giovinazzi per emulare l'esempio di Verstappen, che diciamo essere un caso unico, ma lo prendiamo perché è un pilota forte e noi abbiamo bisogno di piloti giovani e bravi. Per quanto concerne i piloti titolari è tutto in ballo – prosegue il numero uno della Rossa – Ho visto il Kimi Raikkonen migliore di sempre, ma non so se vorrà andare avanti oltre il 2017. Del rinnovo di Sebastian Vettel è presto per parlare, perché prima deve trovarsi bene con la macchina dell'anno prossimo. Noi dobbiamo dargli un'auto competitiva, lui deve guidare sereno». Annunciata anche la data della presentazione della monoposto 2017: sarà il 24 febbraio (dunque tre giorni prima dell'inizio dei test invernali a Barcellona) la giornata in cui la nuova vettura girerà per la prima volta a Fiorano, sfruttando le due sessioni di riprese televisive consentiti dal regolamento. Ancora ignoto il nome: per ora si conosce soltanto il codice di progetto interno, 668.

Marchionne, Binotto e Arrivabene con la SF16-H

Marchionne, Binotto e Arrivabene con la SF16-H (© Ferrari)

Si guarda avanti
«La squadra è impegnata e ha una gran voglia di vincere». Le parole del presidente Sergio Marchionne suonano decise nella sala che ospita il consueto appuntamento natalizio con la stampa. «Ci siamo riorganizzati e preferisco pensare al futuro in modo diverso. Non ho rimpianti per le scelte fatte, sono state ragionate, non c’è motivo per cambiare idea». A conclusione di una stagione non certo facile, i vertici della Scuderia pensano (e guardano) soprattutto all’anno che verrà. «Ci mancano ancora tantissime cose – aggiunge il presidente – ma la squadra è la squadra, è stata creata in un percorso di anni e non andiamo a cambiarla adesso. La nostra metodologia di lavoro è già diversa dallo scorso agosto, con l’arrivo di Mattia Binotto. Abbiamo fatto un cambiamento organizzativo anche per darci tranquillità. Fateci lavorare, i risultati arriveranno». Alle sue parole fanno eco quelle del team principal Maurizio Arrivabene ringrazia i tifosi del Cavallino rampante («Siete stati molto pazienti, ce la metteremo tutta per non deludervi») e, rispondendo alle domande dei giornalisti, sgombra subito il campo dalle voci di chi vorrebbe descrivere Sebastian Vettel come «demotivato. Con Vettel e Raikkonen abbiamo in squadra due campioni del mondo. Sebastian ieri era qui a lavorare al simulatore, ha detto e ripetuto che vuole vincere con la Ferrari. Sta a noi dargli una macchina adeguata per farlo». E proprio sulla macchina 2017 interviene Mattia Binotto, responsabile tecnico della Scuderia: «Ci saranno tanti cambiamenti regolamentari sull’aerodinamica, avremo monoposto molto più veloci in curva, accelerazione, frenata. Ma non credo proprio che a Maranello non si sappia costruire una macchina così… È solo questione di tempi, quello che ci è mancato quest’anno a volte è stata la reattività. Dobbiamo arrivare a introdurre nuove soluzioni prima che lo facciano gli altri». E per farlo, il lavoro non si ferma. Nemmeno durante le festività.

(da fonte Askanews)