25 febbraio 2017
Aggiornato 03:00
Inizia qui la ripartenza del Cavallino rampante

La Ferrari ha capito i suoi errori: «Ecco dove abbiamo sbagliato nel 2016»

Il presidente Sergio Marchionne e il team principal Maurizio Arrivabene concordano: il problema principale quest'anno è stato lo sviluppo aerodinamico. «Ma ora abbiamo cambiato modo di lavorare e i primi segnali si vedono»

Il presidente Sergio Marchionne alle finali mondiali di Daytona (© Ferrari)

ROMA – Per i pessimisti, la stagione 2016 della Ferrari si chiama disastro. Per gli ottimisti, si chiama lezione. Non è un mistero per nessuno che il Cavallino rampante non abbia raggiunto nemmeno uno degli obiettivi fissati alla vigilia del Mondiale. Eppure, volendo guardare al bicchiere mezzo pieno, è altrettanto vero che sono proprio i momenti più difficili ad offrire l'opportunità di imparare dai propri errori, e quindi di crescere. Ed è proprio quello che intende fare Maranello per uscire dalla crisi. I problemi che affliggono la Rossa ormai da anni, infatti, sono finalmente tutti sul tavolo, chiari, evidenti. Pasticci strategici, certo, scarsa affidabilità: ma soprattutto la cronica mancanza di sviluppo sul fronte aerodinamico. «La lezione più importante che il team ha appreso durante questa stagione è aver identificato chiaramente i nostri limiti sotto due fronti – ha analizzato il presidente Sergio Marchionne in occasione delle finali mondiali di Daytona, lo scorso weekend – Uno è, onestamente, la prestazione in pista, ma il secondo, che penso sia ancora più importante, è la velocità di cambiamento rispetto agli altri team. Abbiamo visto una Red Bull che all'inizio del 2016 non aveva, almeno sulla carta, gli attributi per lottare con la Ferrari, mentre alla fine della stagione è diventata effettivamente un nostro concorrente diretto. E questo recupero non si è giocato dal lato del motore, ma sul lavoro che loro hanno compiuto sia sull'aerodinamica che sul telaio. Puntiamo il dito su questi due aspetti perché sono stati probabilmente i due buchi più significativi nello sviluppo strategico della Ferrari negli ultimi anni. Cercheremo di rimediare a questo errore. Non vogliamo dire che non consideriamo cruciale il motore, il lavoro continua su entrambi i fronti. Ma penso che il problema principale che dobbiamo riconoscere dai risultati del 2016 è il gap che esiste sullo sviluppo aerodinamico, e stiamo cercando di colmarlo il più rapidamente possibile».

Cambio di direzione
Ora che i problemi sono stati identificati, bisogna trovare la soluzione: «Inutile nascondersi, la stagione è stata deludente per noi – ha ammesso anche il team principal Maurizio Arrivabene a Sky sport – Ma dal Gran Premio del Giappone in poi ci sono stati segnali incoraggianti per il 2017. All'inizio dell'anno avevamo le migliori speranze, ma durante il corso del Mondiale abbiamo notato che alcuni processi non funzionavano, soprattutto sul fronte dell'aerodinamica. Abbiamo fatto delle correzioni, ma purtroppo troppo tardi. In Giappone, però, abbiamo iniziato ad avere le prime indicazioni sul metodo di lavoro del nuovo gruppo e i segnali che sono arrivati sono stati molto importanti». C'è entusiasmo, insomma, ai piani alti della Ferrari. Ma guai a cantar vittoria troppo presto: un altro errore che Marchionne ha imparato da questo terribile 2016 e che non intende più ripetere è caricare la squadra di eccessive aspettative e pressioni. «Penso sia impossibile fare qualsiasi pronostico per il prossimo anno – si trincera oggi – L'unica cosa che vi posso garantire è che non lasceremo nulla di intentato. E ci stiamo preparando anche a sviluppare la macchina nel corso della stagione, che è un aspetto cruciale per mantenere la competitività della macchina che debutterà in pista a marzo in Australia».