La nuova sfida non spaventa il campione maiorchino

Jorge Lorenzo non ha dubbi sulla Ducati: «Pronto per il titolo già dal 2017»

Se la Desmosedici si dimostrerà effettivamente una moto in grado di lottare per il Mondiale ad armi pari con Honda e Yamaha è ancora tutto da dimostrare. Ma Por Fuera vola sulle ali dell'entusiasmo: «Sono emozionato di essere qui»

Jorge Lorenzo in pista nei test con la sua nuova Ducati (© Michelin)

Jorge Lorenzo in pista nei test con la sua nuova Ducati (© Michelin)

ROMA – L'entusiasmo è più forte perfino dei dubbi. Così, dopo aver potuto provare per soli due giorni a Valencia la sua nuova Desmosedici, quando ancora il suo attesissimo passaggio alla Ducati è circondato dalle incognite, Jorge Lorenzo preferisce soffermarsi sulle emozioni che prova alla vigilia di uno degli snodi più importanti della sua vita sportiva: «Senza dubbio questa è una delle sfide più grandi della mia carriera – conferma al quotidiano sportivo spagnolo Marca – Non come quando correvo in classe 125 ed ero obbligato ad ottenere risultati, o sarei andato a casa. Ora subisco una pressione di tipo diverso, perché la mia vita è ormai risolta e corro per passione, per raggiungere i miei obiettivi. Certamente è emozionante: sono molto, molto felice ed eccitato di essere in Ducati».

Chi lascia la via vecchia per la nuova...
Abbandonare una squadra vincente come la Yamaha per una che non sale sul tetto del mondo dal 2007 è certamente una mossa coraggiosa. Ma Por Fuera spiega che non è stata dettata solo dal principesco ingaggio di dodici milioni offertogli da Borgo Panigale: «Ho sempre cercato di essere il più competitivo possibile – sostiene – Che ti piaccia o no, dopo tanti anni con la stessa squadra, con la stessa moto e lavorando con le stesse persone, finisci per perdere un po' quell'entusiasmo che ti può dare un progetto nuovo. Avevo due scelte: potevo restare alla Yamaha, che mi aveva fatto un'ottima offerta, che è una squadra vincente e può continuare a lottare per il Mondiale, oppure accettare l'offerta della Ducati, anche quella molto buona. Ho pensato che diventare il secondo campione nella storia di questo marchio sarebbe stata una motivazione enorme per me. Dovrò essere perfetto per riuscirci, ma sono pronto, anche il prossimo anno».

La Ferrari delle moto
Nonostante l'anno scorso la Rossa non abbia dimostrato la continuità di rendimento delle due moto migliori, insomma, il campione maiorchino è convinto di poterla condurre al successo fin da subito. Lavorando sodo, naturalmente: «Il motore è molto potente e la velocità massima è ottima, ora dobbiamo impegnarci a rendere più completa la moto. La potenza è sempre stata importante nel motociclismo, ma non dobbiamo dimenticare che ogni pista ha un paio di rettilinei e circa quindici curve, e sono queste a fare la differenza. Ha già vinto due gare in questa stagione, ora il nostro obiettivo è vincerne più di due». Gli stimoli non gli mancano: «Sono più emozionato che mai di essere un pilota Ducati e non vedo l'ora di iniziare. Anche le case giapponesi come Yamaha, Honda e Suzuki sono molto importanti. Ma poter correre con una europea, italiana, storica, come la Ferrari delle due ruote, è molto speciale, come lo è l'affetto che la gente mi sta dimostrando».