Il mondo della Formula 1 si stringe attorno al suo campione

I piloti di oggi e di ieri difendono Lewis Hamilton: «Non è stato scorretto»

Mentre la Mercedes studia una punizione per il suo pilota che ha contravvenuto agli espliciti ordini di scuderia, i suoi colleghi attuali e del passato non hanno dubbi: «Doveva giocarsi quella carta, chiunque si sarebbe comportato come lui».

Lewis Hamilton (© Mercedes)

Lewis Hamilton (© Mercedes)

ROMA – Alla Mercedes, il fatto che Lewis Hamilton abbia deliberatamente rallentato il suo compagno di squadra Nico Rosberg, sperando di ostacolarne la corsa verso il titolo mondiale, e per di più contravvenendo agli espliciti ordini di scuderia, non è proprio andato giù, tanto che il tre volte iridato oggi rischia una punizione esemplare. Ma dal punto di vista dei suoi colleghi piloti, invece, l'accaduto appare decisamente meno grave. «Lo avrei fatto anch'io – ammette il portacolori della Toro Rosso Carlos Sainz Jr – Quando sei un vincente e vuoi aggiudicarti un titolo mondiale, devi sempre provarle tutte, purché tu ti mantenga dentro le regole, come ha fatto lui. Mettere pressione a Nico e sfidarlo a gestirla, per me, era esattamente ciò che doveva fare». «Direi di più: qualsiasi pilota si sarebbe comportato in quel modo, compreso lo stesso Nico – gli fa eco il suo compagno di squadra Daniil Kvyat alla televisione austriaca Servus Tv – Perciò nessuno si può permettere di condannarlo».

Parlano i campioni di un tempo
Insomma, visto dall'interno dell'abitacolo, ciò che ha fatto Lewis Hamilton nel Gran Premio di Abu Dhabi di domenica rientra assolutamente nella normalità agonistica. Anche se a guardarlo non sono i giovani arrembanti di oggi, ma i loro predecessori che corsero in passato: «Nel regolamento non c'è scritto nulla che ti imponga di guidare alla massima velocità possibile – sottolinea il quattro volte campione del mondo Alain Prost alla francese Canal Plus – Lewis non ha fatto niente di pericoloso, per esempio non ha frenato in curva: al contrario è stato efficace, lo ha fatto bene. Avevo paura che negli ultimi giri avremmo visto qualcosa di scorretto o di sporco, ma non è stato così». Quindi una punizione da parte della Mercedes nei confronti del loro pilota sarebbe «ridicola – sostiene Jody Scheckter, campione del mondo 1979 con la Ferrari – Le tattiche fanno parte delle corse come tutto il resto e negli altri sport cose del genere succedono continuamente». Perfino Gerhard Berger, amico della famiglia Rosberg, che per conto di Nico ha gestito quest'anno le trattative del rinnovo del contratto con la casa di Stoccarda, difende Hamilton: «Non è stato scorretto – dichiara al quotidiano Tiroler Tageszeitung – Anzi, dirò di più: al contrario, è stato piuttosto corretto. Doveva giocarsi questa carta e l'avrebbe potuta giocare anche in modo più estremo». Insomma, il giudizio del mondo della Formula 1 è unanime: Lewis Hamilton non va condannato. Sarà della stessa opinione anche la Mercedes?