27 marzo 2017
Aggiornato 02:31
Il futuro del campionato a quattro ruote

La ricetta di Ecclestone: «GP divisi in due, e niente Mercedes e Ferrari»

Il patron della F1 (chissà ancora per quanto) fa la sua proposta radicale per rivedere il regolamento del Mondiale: «Due manche da quaranta minuti invece di una gara lunga. E se i top team lasciassero non sarebbe una tragedia»

Il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone (© Red Bull)

ROMA – Si sa che il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone ama le dichiarazioni ad effetto, di quelle che fanno discutere, e che attirano verso di lui i riflettori della stampa e del pubblico. Specialmente ora che il suo ruolo al vertice del Mondiale a quattro ruote è stato messo in dubbio dal passaggio di proprietà del campionato nelle mani del gruppo americano Liberty Media. Quale momento migliore, insomma, per spaccare in due ancora una volta il paddock con una proposta radicale per rivedere il format dei Gran Premi?

Due manche per la tv
La sua idea, Mr E l'ha spiegata nel dettaglio alla testata inglese The Sunday Times: basta con queste gare lunghe e noiose. Al loro posto, due manche più brevi, da quaranta minuti, fatte apposta per il pubblico televisivo. «La gente ha una curva di attenzione molto più ridotta e molti sport stanno pensando di introdurre partite di durata più breve – ha analizzato Bernie – Pensate all'ultimo Gran Premio in Brasile. La gara è stata lunga, per via della pioggia battente e degli incidenti, ma nel frattempo abbiamo avuto anche due partenze a causa delle bandiere rosse ed è stato questo che ha fatto collegare tanti spettatori e salire l'audience televisiva. Dobbiamo ripensare al concetto tradizionale dell'unica gara lunga. Due gare da quaranta minuti, con una pausa di quaranta minuti in mezzo in cui si potrebbero intervistare i piloti e mettere a punto le macchine, sarebbero attraenti per i telespettatori, le televisioni, gli sponsor e gli inserzionisti le adorerebbero. Le vetture si qualificherebbero al sabato, come al solito, per la prima gara e quest'ultima definirebbe invece la griglia di partenza per la seconda. Avremmo auto più leggere e più veloci e classifiche rivoluzionate. Non so se avremo il coraggio di farlo, ma i tempi cambiano ed è una soluzione che dovremmo prendere in considerazione. Gli sport americani hanno pensato ai time out in mezzo alle partite, perché il pubblico americano non riesce a concentrarsi, è cresciuto con puntate da un quarto d'ora in televisione. E ora le persone sono le stesse in tutto il mondo».

Se andassero via i big
Quanto al parco partenti, nemmeno il rischio di un prossimo abbandono delle due squadre più storiche e vincenti della griglia, Mercedes e Ferrari, sembra spaventare il boss. Anzi: «Mercedes e Ferrari potrebbero lasciare la Formula 1 – ha proseguito alla rivista tedesca Auto Motor und Sport – e onestamente se le gare fossero migliori non sarebbe una previsione così tragica. Mercedes si ritirerà il giorno che gli farà comodo, come hanno fatto tempo fa Honda, Bmw e Toyota». Una Formula 1 tutta all'insegna dello spettacolo, con GP più corti e combattuti e nessuna squadra in grado di dominare incontrastata. Quello che ha in mente Bernie Ecclestone è uno sport drasticamente diverso da quello attuale, non c'è che dire. Ma la storia e la tradizione dove andrebbero a finire?