25 marzo 2017
Aggiornato 14:30
Un pezzo di storia del Cavallino rampante

Felipe Massa: «Perché Michael Schumacher decise di lasciare la Ferrari»

A poche settimane dal suo ritiro dalla Formula 1, lo storico ferrarista brasiliano rivela un retroscena sulla decisione del suo ex compagno di squadra di appendere il casco al chiodo, dieci anni fa: «Lo fece per darmi un'occasione»

Felipe Massa e Michael Schumacher ai tempi della Ferrari (© Ferrari)

ROMA – Ancora quattro Gran Premi. Poi, dall'atto finale di questa stagione, a novembre ad Abu Dhabi, sulla quindicennale carriera in Formula 1 di Felipe Massa calerà il sipario. Ma questo non significa che il 35enne pilota brasiliano sia pronto ad appendere il casco al chiodo, o ad abbandonare definitivamente il paddock della Formula 1. Nel mondo dell'automobilismo continueremo a vederlo, solo in altri ruoli: «Sono pronto a nuove sfide – ha raccontato alla Gazzetta dello Sport – Verrò a qualche GP di F1 come uomo immagine di aziende e opinionista tv. Non smetterò di correre. Sul tavolo ci sono tre possibilità: Mondiale Endurance, Dtm tedesco e Formula E. Sto valutando».

Schumi come un fratello
Eppure, un capitolo, il più importante, della sua carriera si chiuderà. Un capitolo fatto di 247 Gran Premi, di undici vittorie, di un titolo mondiale sfiorato nel 2008 e di un terribile incidente che rischiò di costringerlo al ritiro l'anno successivo. E di due momenti indimenticabili. La prima vittoria in casa con la Ferrari: «Sul circuito dove sono cresciuto, dove da bambino andavo a vedere le gare in tribuna, dove ho cominciato a correre in kart. Tutto è successo a Interlagos, perciò trionfarci nel 2006 da pilota di F1, con la Ferrari, è stato il momento più bello. Mi sono sentito in paradiso». E l'annuncio del ritiro di Michael Schumacher, sempre nel 2006 ma a Monza: «Fu una sua decisione, ma so che l’ha fatto anche per dare un’opportunità a me. Ricordo la festa d’addio con la Ferrari, organizzata in Brasile da mia moglie Rafaela, fu una serata emozionante. Non è facile sopportare quello che gli è successo. Michael era un duro, a volte freddo, ma se gli piacevi diventava un grande fratello. Ho conosciuto suo figlio Mick, è un ragazzino d’oro con un cuore grande». Sarà anche per questo che, per annunciare il suo addio alla massima Formula, Felipe ha deciso di aspettare proprio il Gran Premio d'Italia, esattamente dieci anni dopo il suo «fratellone» Schumi.

Rosso nell'anima
Di certo, alla Ferrari, dove ha trascorso ben otto Mondiali, Massa resterà per sempre legatissimo: «Credo di occupare un posto importante. Sono il secondo con più Gran Premi sulla rossa, dopo Schumacher, ho vinto delle gare e ho lottato per il titolo, perdendolo negli ultimi metri. Ci sono cose che non rifarei, fa parte dell’esperienza. Sono grato e orgoglioso della mia carriera. Non andrò mai in giro a fare il 'pianginho'». E cosa pensa vedendo il Cavallino in crisi oggi? «C’è ancora tanto lavoro da fare. E a Maranello lo sanno».