Il Dottore fa tacere Por Fuera

Rossi: «Lorenzo, basta lamentarti: ecco come è andato davvero quel sorpasso»

Valentino mette la parola fine sull'infinita polemica sollevata dal compagno di squadra: «Dobbiamo parlarne ancora dopo due settimane? Stiamo perdendo tempo. Se quella manovra era scorretta, allora non si può più superare»

Il famigerato sorpasso tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo a Misano (© Lorenzo Di Cola)

Il famigerato sorpasso tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo a Misano (© Lorenzo Di Cola)

ALCAÑIZ – Jorge Lorenzo contro Valentino Rossi, secondo round. Prima ancora di accendere i motori, nella conferenza stampa del giovedì Por Fuera ha riacceso le polemiche: quelle per il sorpasso subìto dal Dottore a Misano. Che a caldo aveva definito scorretto e che ieri ha ribadito di ritenere tale, «anche dopo aver visto i filmati». Parole che hanno fatto suonare l'ennesimo gong di questo eterno match tra i due compagni di squadra in Yamaha. Richiamando sul ring anche il campione di Tavullia, per quanto di malavoglia: «Per me, se dobbiamo continuare a parlare di un sorpasso per oltre due settimane, significa che stiamo perdendo il nostro tempo – ribatte Rossi nel suo incontro con la stampa dopo le prove libere del venerdì – È diventata una barzelletta. Per me è molto importante, in un sorpasso, considerare in curva dov'è l'altra moto e dove sorpassi. Più ritardi la manovra e più dev'essere aggressiva, ancora di più se ci si tocca. Ma io ho messo tutta la moto davanti a quella di Lorenzo almeno venti metri prima della curva. Se guardate le immagini è chiarissimo che mi ha visto, ma cercava di tagliarmi la strada: si aspettava che arrivassi lungo. Per questo si è comportato così, ma in realtà mi ha visto venti metri prima. Perciò se questo è un sorpasso scorretto, vuol dire che non posso mai più sorpassare! In conferenza stampa ho cercato di spiegare il mio punto di vista, ma lui continua imperterrito».

Jorge Lorenzo passa davanti a un cartello dei tifosi di Valentino Rossi ad Aragon

Jorge Lorenzo passa davanti a un cartello dei tifosi di Valentino Rossi ad Aragon (© Yamaha)

Rapporto irrimediabile
La ricostruzione di Valentino sembra non fare una piega, tanto che tutto il mondo della MotoGP, unanime, ha dato ragione a lui di fronte alle ingiustificate lamentele di Lorenzo. Ma difficile che questo basti a calmare le acque. Che, come lo stesso Lorenzo aveva ammesso ieri, sono state inquinate irrimediabilmente dal velenoso finale della passata stagione: «Per me personalmente la situazione è cambiata dopo le ultime tre gare dell'anno scorso e non si è mai risolta – conferma Vale – Così è. Ma è comunque migliore del 2009-2010, perché siamo cresciuti, siamo più maturi e siamo piloti professionisti. Siamo compagni di squadra, ci piace questo team e sappiamo di dover stare insieme e lavorare insieme. Per me la cosa importante è che il nostro rapporto e le nostre opinioni restino fuori dalla pista, fuori dai box. Bisogna cercare di dare il massimo, ma in modo professionale. Quando la gara finisce, se non ci si piace non ci si piace, è impossibile cambiare le cose».

Vietati i gestacci
Non che Lorenzo sia stato l'unico pilota con cui il nove volte iridato ha avuto occasione di litigare ultimamente. Due settimane fa è finito ai ferri corti anche con Aleix Espargaro: un litigio in pista sfociato in insulti e gestacci, che la direzione gara ha promesso di punire se si dovessero ripetere da qui in avanti: «Penso che a Misano Espargaro abbia commesso un grosso errore, perché è rimasto in traiettoria – risponde Rossi – E quando mi sono arrabbiato con lui, mi ha risposto 'Vaff*****o'. Ho sbagliato a fargli il dito medio, ma a parte questo avevo ragione al 100%. Da un lato è giusto punire i gestacci, dall'altro quando un pilota è in pista deve fare attenzione agli altri. Altrimenti non solo è scorretto, ma è anche molto più pericoloso di un gestaccio».