Le impressioni degli uomini del tavulliese

Flamigni: «Lorenzo non aiuterà Rossi. Ma Vale può farcela lo stesso»

Lo storico telemetrista del Dottore spinge il suo pilota in vista delle cinque gare che decideranno il titolo mondiale di MotoGP: «Difficile battere un Marc Marquez che fa il ragioniere. Ma continuerà a farlo davvero fino alla fine?»

Matteo Flamigni con Valentino Rossi (© Yamaha)

Matteo Flamigni con Valentino Rossi (© Yamaha)

ALCAÑIZ«Aiutare Valentino nella corsa al Mondiale? Lorenzo non lo farà mai, secondo me. Come del resto tutti gli altri piloti. I campioni sono così. E poi nel corso della mia carriera non ho mai assistito a un ordine di scuderia». Se qualcuno avesse avuto dubbi sul fatto che in Yamaha potesse prevalere lo spirito di squadra, beh, a mettere le cose in chiaro ci pensa Matteo Flamigni, lo storico telemetrista di Valentino Rossi. Anche in questi ultimi e cruciali cinque Gran Premi dell'anno, con il Dottore ancora aggrappato a una difficile rincorsa a Marc Marquez e Por Fuera sostanzialmente fuori dai giochi, i due vicini di box continueranno a comportarsi come sempre, da separati in casa, da cordiali nemici. Ma poco importa: non che il campione di Tavullia avesse mai davvero fatto affidamento sull'aiuto del suo compagno. «Quel che conta è che il team, la Yamaha, prosegue senza tentennamenti sull'obiettivo – continua il tecnico nell'intervista concessa al Corriere dello Sport – Anche con la squadra di Lorenzo il clima è ottimo. Un esempio: io divido la stanza con Davide Marelli, il suo telemetrista. Certo, Jorge e Vale ogni tanto si esibiscono in qualche scaramuccia, ma ci sta».

Un pilota e una moto
Ma Rossi potrà comunque contare su se stesso, come sempre, e scusate se è poco: «È motivatissimo, come sempre e concentrato sull'obiettivo, anche se raggiungere un Marquez che si è messo a fare il ragioniere è difficile... ma è poi vero? Io non ne sono convinto». E poi c'è la moto, la fida M1. Una certezza, nonostante le tante, troppe incognite che aleggiano in questa stagione: «Io penso che in alcune occasioni abbiano contato più le gomme del complesso pilota-moto. Se vai a guardare i podi le Yamaha sono sempre lì. Pneumatici ed elettronica sono le grandi novità con l'arrivo di Michelin e del software unico. Ora è tutto un po' più complicato. Con le Michelin abbiamo ricominciato da capo e quando pensavamo di aver trovato il bandolo della matassa sono cambiate, e infatti Yamaha, dopo aver realizzato una moto diversa, con parte del serbatoio sotto la sella, la ha accantonata. Quindi pensiamo di finire la stagione con la moto attuale e per questo non proveremo con la Honda ad Aragon martedì prossimo».

Cinque GP per crederci
Cinque gare, cinque chance di continuare a credere nel sogno di una rimonta impossibile. A partire da quella di domenica su un circuito, almeno sulla carta, sfavorevole all'accoppiata Rossi-Yamaha: «L'importante è partire con il piede giusto – non si arrende Flamigni – Trovare presto un buon assetto e partire da lì. E poi nel 2015 Vale ha fatto il terzo posto dopo una bella battaglia con Pedrosa». E delle prossime tappe, qual è la più temibile? «Direi Motegi, in Giappone. Lì l'elettronica sarà estremamente importante perché è un circuito stop-and-go, con tante riprese dalle marce basse. E' il circuito in cui sarà più importante trovare il giusto compromesso».