Rivalità continua

Il boss Honda sfotte Valentino Rossi: «Non è Dio»

Shuhei Nakamoto, vicepresidente esecutivo della Hrc, dà la sua versione sullo scontro tra il Dottore e Marc Marquez: «Lui ha sempre avuto bisogno di nemici: questo dimostra che è uno normale»

ROMA – Quello con Marc Marquez a Sepang è stato solo l'ultimo di una lunga serie di scontri che hanno costellato l'intera carriera di Valentino Rossi. Di più: il Dottore ha sentito addirittura il bisogno di queste controversie accese in pista, per soddisfare il suo approccio sempre in cerca di un avversario. È l'analisi che ne fa Shuhei Nakamoto, grande vecchio di casa Honda, oggi vicepresidente esecutivo della squadra corse Hrc, che con il campione di Tavullia ebbe l'occasione di lavorare fianco a fianco all'inizio del suo percorso nella classe regina del Motomondiale, quando appunto difese i colori della casa giapponese vincendo tre campionati del mondo.

A caccia del nemico
Oggi che il pilota pesarese, leader della Yamaha, è diventato il rivale numero uno della sua Honda, Nakamoto sembra riservare parole decisamente più critiche al suo ex pupillo: «Il fatto è che Valentino ha detto cose e più del 50% degli appassionati ci ha creduto – ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport – Se Valentino parla per danneggiare l’immagine di Honda, è una cosa che non possiamo controllare. Nella sua carriera ha sempre avuto bisogno di nemici: Gibernau, Biaggi, Stoner. È fatto così, ma anche questo mi piace di lui. Dimostra che è normale, non è Dio».

Marquez numero uno
Ma non è stato proprio Marc Marquez a portare la battaglia su una dimensione personale? Secondo il grande boss della Hrc, no: il suo pilota si è limitato a comportarsi come sempre fa in battaglia. «Marc corre sempre per vincere e quando c’è la possibilità di passare, ci prova. A Sepang hanno sbagliato entrambi, si sono rallentati a vicenda e Dani (Pedrosa, ndr) e Jorge (Lorenzo, ndr) se ne sono andati. L'anno prossimo mi aspetto una lotta pulita in pista. Con le vacanze Marc ha fatto un reset. Spero lo stesso per Valentino». Se però il pilota spagnolo vorrà davvero lottare ad armi pari con Rossi e con Lorenzo per la conquista del suo terzo titolo mondiale, dovrà sperare che quest'anno la sua RC213V lo assecondi: «Siamo concentrati per rendere la moto meno aggressiva – ha aggiunto Nakamoto ai microfoni del quotidiano sportivo spagnolo Marca – Stiamo provando varie cose, ma per qualche ragione non stiamo riuscendo a trovare una moto migliore di quella dell’anno passato. Gli ingegneri stanno analizzando il perché e spero che troveremo la soluzione prima dell’inizio della stagione. E Marc? Non ha potuto lottare per il campionato, ma dal punto di vista della velocità è il numero 1. È caduto sei volte, se avesse terminato quelle gare sarebbe stato campione».